Corsivo, la neo-lingua di TikTok si insegna con un tutorial per la pronuncia: “cörsivœ”
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Corsivo, la neo-lingua di TikTok si insegna con un tutorial per la pronuncia: “cörsivœ”

Elisa Esposito, giovane influencer, è conosciuta come “la prof del corsivo". La pronuncia prende spunto da una variante del milanese-alto. L'indignazione di chi ha conosciuto un altro corsivo, quello creato da Manunzio. Un tutorial per la pronuncia.

Corsivo, la neo-lingua di TikTok si insegna con un tutorial per la pronuncia: “cörsivœ”
L'influencer Elisa Esposito, la "prof del corsivo" su TikTok
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10 Luglio 2022 - 13.40 Culture


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di Elena La Verde

Il corsivo non solo viene scritto, ma viene parlato ed è anche insegnato. Sì, oggi si parla in corsivo e  a dare lezioni a tutti è Elisa Esposito, una giovane influencer molto popolare su TikTok, il social network frequentato dai giovani e giovanissimi. Questo può sembrare strano, perché siamo abituati all’idea di scrivere in corsivo, con il carattere tipografico inventato da Aldo Manunzio nel Quattrocento. Oppure, per i giornalisti si scrive il corsivo, che è di fatto un commento dal piglio incisivo e polemico. Eppure, siamo arrivati ad oggi, all’estate del 2022, in cui il corsivo è usato in tutt’altro modo.

Elisa Esposito è conosciuta come “la prof del corsivo”, insegna con brevi e semplici tutorial per principianti come parlare in corsivo, anzi in “cörsivœ”, riportando la corretta dizione fonetica da seguire. Descrivere questa parlata senza un video esemplificativo, è abbastanza difficile: con una cadenza tipicamente milanese, si pronunciano le parole in modo strascicato, quasi come se le lettere fossero tutto attaccate tra loro; è un modo che riproduce la scrittura corsiva, in cui le lettere delle parole scorrono veloci e non terminano la loro corsa, fin quando non si stacca la penna dal foglio. Per essere un po’ più tecnici, il corsivo parlato si avvale infatti di tratti prosodici particolari, ossia di intonazioni ascendenti e discendenti nelle parole, che restituiscono quel tipico tono cantilenante. In più, si gioca sull’allungamento delle vocali, che vengono trattenute per più tempo e questo restituisce il senso di scivolato e strascicato.

Mentre su TiktTok il corsivo parlato conosce un’esplosione mediatica e diviene una tendenza pop per i giovani, che lo usano per divertirsi e “cazzeggiare”, crescono invece le critiche su Facebook, il social degli over. Sono molti coloro che si lamentano indignati di questo nuovo gergo diffuso tra i ragazzi, accusandoli di essere una generazione di analfabeti. Tra questi, non mancano gli haters che spargono il loro veleno in ogni angolo della rete, prendendo di mira la stessa Elisa Esposito, che interpreta solo un personaggio e si è trovata all’interno di un caso più grande di lei.

Non tutti hanno capito che non è una banale moda del momento. È molto di più.

Il corsivo parlato su TikTok nasce come un gioco per parodiare il tipico intercalare snob del centro di Milano, di quella famosa Milano bene che nell’immaginario collettivo incarna perfettamente lo stereotipo di una realtà ricca e superba, a tratti un po’ frivola, ma che resta comunque esclusiva di quei pochi “top” che possono farne parte, e sembra irraggiungibile per quei tanti che non possono. Le canzoni del Pagante in questi anni hanno ben contribuito a creare quest’immagine particolare.

È un fenomeno linguistico che ha trovato la sua voce nella figura della tiktoker Elisa Esposito e che poi ha avuto una forte eco di risonanza con i social.

In verità, non è solo confinato al mondo delle piattaforme digitali. Da alcuni anni coinvolge ed influenza la musica. Oltre il rap o la trap, c’è anche il canto in corsivo. Tra gli esponenti del “genere” (se così, vogliamo definirlo, che gli esperti mi passino il termine! n.d.r.), si può citare Sangiovanni, il finalista di Amici20, con le sue “Farfalle”; l’ecclettica Madame; Blanco, l’indiscusso protagonista, nonché vincitore, insieme a Mahmood, del Festival di Sanremo 2022; Rkomi, il re delle classifiche con il suo album “Taxi Driver”; Tha Supreme, considerato l’idolo del corsivo, che con la sua “Spigoli”, una collaborazione con Carl Brave e Mara Sattei, è stato uno dei primi ad avvicinarsi a questo modo di cantare, ponendo un punto di svolta sul linguaggio usato nella scrittura dei testi musicali. Tutti cantano in corsivo, usando questa cadenza cantilenata, che scorre come un flusso. Ai nonni, per spiegarlo, potete paragonarlo ad una sorta di canto gregoriano moderno. Anzi, come un’avanguardia, oltre l’avanguardia stessa. Si ascolta, è orecchiabile, quando vuole è sofisticato, anche se può capitare che non si capisca nulla. Alla fine, va anche bene così: non deve essere comprensibile a tutti.

Del resto, la storia della linguistica lo dimostra: ogni generazione tende a sviluppare delle sue varietà di linguaggio, che non vengono subito capite; così, ogni subcultura giovanile fonda il proprio linguaggio e ha il suo modo peculiare di esprimersi, che finisce con il non essere mai compreso dagli adulti. Anche i ragazzi di oggi lo fanno, usando forme e mezzi diversi da quelli di ieri.

La generazione Z ha scelto il suo carattere e il suo mezzo in questa estate del 2022. Prendi il corsivo come carattere e il frizzante TikTok come mezzo, li unisci e crei uno stile comunicativo cantilenato e strascicato, che diventa il segno inconfondibile di un’intera generazione. Che poi sia divertente o irritante, è un’altra questione.

Ogni generazione ha avuto il suo linguaggio nel quale, di volta in volta, le frasi o il gergo prendeva spunto da questo o quel dialetto fino a formare, in alcuni casi, una sorta di sottocodice linguistico, il giovanilese.

Non si deve dimenticare che i ragazzi crescono e le generazioni cambiano.

Una volta adulti, iniziano a parlare i fatti. A quel punto, addio corsivo: si torna a parlare chiaro e…tondo.

Di seguito, la prima lezione di corsivo di Elisa Esposito (video tratto dal suo profilo social TikTok):

@eli.esposito

duettate alunni🤓🤓🤓ig: eli.espositoo

♬ suono originale – Elisa Esposito

Native

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