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Ucraina, la televisione pubblica insegna come sopravvivere ai bombardamenti

In queste settimane di guerra, il ruolo giocato dalla televisione pubblica di Kiev è fondamentale per la popolazione, nell'ottica di una immediata risposta ai bombardamenti russi.

Ucraina, la televisione pubblica insegna come sopravvivere ai bombardamenti
epa09796407 Ukrainians take shelter in a metro station during the day while a TV screen shows the Ukrainian President's speech, in Kyiv (Kiev), Ukraine, 02 March 2022. Russian troops entered Ukraine on 24 February prompting the country's president to declare martial law and triggering a series of announcements by Western countries to impose severe economic sanctions on Russia. EPA/SERGEY DOLZHENKO

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10 Marzo 2022 - 09.53


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In tempi di guerra cambia la comunicazione, la narrazione si adatta al momento e la televisione – da questo punto di vista – è lo strumento più penetrante. In Ucraina, in queste due settimane di guerra appena trascorse, la televisione ha assunto il ruolo di addestratrice alla sopravvivenza.

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“Spieghiamo alle persone cosa dovrebbero fare se le loro case vengono bombardate e informiamo le persone sulla loro sicurezza personale” dice Mykola Chernotytskyi capo del consiglio di amministrazione della tv pubblica ucraina, la UA:PBC in un’intervista all’Ebu, l’unione delle tv pubbliche europee. La resistenza all’invasione russa è anche dal fronte media: UA:PBC ha 27 canali regionali ora unificati, 36 siti web, 100 pagine di social media. “Abbiamo anche rafforzato il nostro canale Telegram. È molto popolare in Ucraina. Offre informazioni molto succinte e brevi ed è molto utile. Puoi leggere molto velocemente cosa succede”.

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Chernotytskyi racconta che ci sono due giovani a lavorare per il digitale da Kiev “e non vogliono essere evacuati e continueranno a lavorare da lì”. 4.500 persone lavorano per la Rai dell’Ucraina, tanti da casa perché è troppo pericoloso per loro andare in ufficio. Soprattutto le persone che sono a Kharkiv e Chernihiv. “La gente a Kharkiv deve andare costantemente nei rifugi antiaerei. Alcuni di loro hanno organizzato WIFI e Internet in modo da poter lavorare anche dai rifugi. Abbiamo trasferito il nostro quartier generale nell’Ucraina occidentale e viviamo e lavoriamo insieme a Leopoli. Ci stiamo riorganizzando continuamente ed è un processo continuo”, spiega.

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Le trasmissioni attualmente sono via satellite, digitale e radio. “Tre o quattro giorni fa, i russi hanno cercato di bloccare il nostro satellite e abbiamo dovuto usare la riserva. A Kherson, i russi hanno attaccato la torre della TV e cambiato il canale multiplex digitale in un canale russo. E la scorsa settimana i russi hanno bombardato la torre che si trova vicino al nostro ufficio a Kiev, causando un’interruzione di due ore nei nostri programmi ma, da allora, la società di trasmissione tecnica è riuscita a ripristinare le nostre trasmissioni. La situazione con la radio è simile perché utilizziamo le stesse torri per il segnale radio”.

Chernotytskyi racconta anche che il segnale radio viene volontariamente ritrasmesso in Romania, Polonia e altrove, “lo apprezziamo molto”. La TVP polacca prende “i nostri materiali e li ritrasmette. Sono stati i primi a prendere il nostro segnale e trasmetterlo, seguiti da RTVSLO in Slovenia e LRT in Lituania. TVP ci ha anche offerto uno dei loro studi se vogliamo trasmettere da lì. Spero che presto torneremo a Kiev. Tutti noi vogliamo tornare a Kiev e iniziare a trasmettere da Kiev”. 

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