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Caso Leosini, Fedeli scrive a Salini: "La violenza di genere non va affrontata con linguaggio stereotipato"

La senatrice Pd capogruppo in commissione di Vigilanza Rai: "La lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere è l'obiettivo che la Rai ha e deve continuamente perseguire".

Franca Leosini
Franca Leosini

globalist

22 Giugno 2020 - 15.03


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Una puntata che ha suscitato numerose polemiche quando la conduttrice – parlando con una donna in carcere perché condannata per essere stata la mandante dell’omicidio del marito che per anni l’aveva picchiata – ha detto che se le donne non reagiscono la responsabilità di ciò che accade è anche la loro.

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E non sono mancate le reazioni: “La corretta rappresentazione della dignità della persona con particolare riferimento alla figura femminile, la promozione di un’immagine reale e non stereotipata della donna, il contributo culturale alla lotta contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere sono tutti obbiettivo che la Rai, come servizio pubblico, ha e deve continuamente perseguire”.

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Lo scrive la senatrice Pd Valeria Fedeli, capogruppo in commissione di Vigilanza Rai, in una lettera aperta al presidente Foa e all’ad Salini in merito all’intervista di Franca Leosini a Sonia Bracciale nel corso della puntata di Storie Maledette dello scorso 14 giugno.

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“C’è una responsabilità ancora maggiore –  afferma Fedeli – nell’affrontare tematiche particolarmente sensibili come appunto la violenza di genere. La Rai deve assolutamente parlarne e farne parlare perché il fenomeno emerga, perché non resti confinato tra le mura domestiche e perché sempre più donne assumano consapevolezza e forza per denunciare. Ma nello scegliere come parlarne il linguaggio è fondamentale perché è attraverso il linguaggio che gli stereotipi si sconfiggono o si cristallizzano. Mi auguro che dai vertici dell’azienda a tutte le professionalità che hanno l’onore e l’onere di rappresentare il servizio pubblico, aumenti la consapevolezza del compito delicato, importante e anche difficile che si ha quando si entra nelle case delle persone e si parla al Paese. Servono competenza, studio, conoscenza e grande senso di responsabilità. Questa è l’ambizione su cui una grande azienda culturale come la Rai deve investire a tutti i livelli per essere davvero all’altezza del ruolo e della funzione che le è affidata”.

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