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Anzaldi: “La Rai deve tornare a fare vera informazione e vero giornalismo ma..."

Il deputato di Italia Viva: "Il presidente Draghi ha il dovere di fare presto e di far tornare la Rai alla sua vera mission, a partire dal semplice rispetto della deontologia professionale”.  

Nella foto, Michele Anzaldi

globalist

25 Giugno 2021


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Onorevole Anzaldi, se tutto va bene, a giorni il Parlamento dovrebbe finalmente votare per il nuovo Consiglio di Amministrazione della Rai. Se tutto va per il giusto verso, quello da tempo da lei auspicato, si porrà fine ad una stagione del Servizio Pubblico che promette di passare alla storia forse come la peggiore.
Si è visto di tutto e di più, in ultimo, la sistematica razzia di opere d’arte in via Mazzini come nella storica sede di Milano, dal grande Gio Ponti. Storia incredibile, con tanti interrogativi. E in Vigilanza è arrivata la pesante accusa di Nicola Sinisi, in Rai direttore del Canone e Beni Artistici. Ha detto: i vertici Rai hanno mentito al Parlamento, hanno detto il falso. Inammissibile, ha stigmatizzato.
“Ciò che è accaduto con l’audizione del direttore Canone Sinisi è davvero incredibile: un dirigente Rai viene in sede parlamentare e lancia accuse gravissime contro l’azienda, dice che i vertici hanno addirittura mentito al Parlamento in un atto ufficiale, ma non succede niente. Nessuno chiede alla Rai di rendere conto, nessuno convoca d’urgenza l’amministratore delegato Salini. Ma come è possibile? Scriverò al presidente Fico e gli chiederò se, da ex presidente della commissione di Vigilanza, può accettare che un organo parlamentare venga umiliato in questa maniera. Dopo anni in cui la Rai ha denigrato in ogni modo il lavoro della Vigilanza, ignorandolo, disattendendo alle risoluzioni parlamentari, non applicando i nostri atti di indirizzo, stavolta è stato raggiunto il punto più basso. Come fanno i presidenti delle Camere a rimanere in silenzio?”
La storia della governance che a giorni dovrebbe chiudere la sua presenza in viale Mazzini, a pensarci è nata in conflitto con le regole – penso alla contestata, discussa elezione del presidente Foa, rimasta avvolta da uno sprezzante diniego a chiarire quel voto – ed ha continuato a sopravvivere facendo orecchie da mercante a quanto veniva dalle sedi istituzionali. Sordi, ma – mi permetta – anche poco “disturbati”, diciamo. Anzaldi a parte.
“Il silenzio accondiscendente che circonda questa Rai è davvero inquietante. Da quasi un mese le Camere potrebbero e dovrebbero votare per i consiglieri del nuovo Cda, ma ormai se ne riparla a luglio. In questi tre anni, senza un presidente di garanzia come invece previsto dalla legge, il servizio pubblico ha toccato il fondo nel rispetto del pluralismo e del giornalismo, ma in tanti hanno preferito fare finta di niente, magari in cambio di uno strapuntino di visibilità o di qualche sottonomina. Il presidente Draghi ha il dovere di fare presto e di far tornare la Rai alla sua vera mission, a partire dal semplice rispetto della deontologia professionale”.  
Questo governo della Rai nasce con Movimento 5 Stelle e Lega assieme al governo, adrenalina a mille, e rimane quando il quadro politico cambia. Così riesce a vivere interamente il mandato. Poco importa il tempo perduto, fatto di scelte solitarie dell’AD, e di sprechi ( penso alla News room ), senza contare il dazio che si è continuato a pagare alla logica e agli interessi degli agenti. Dal settimo piano di via Mazzini, anche su questo, orecchie da mercante.
“La vicenda della Newsroom è paradigmatica di come l’arrogante Rai non rispetti le indicazioni che arrivano dal Parlamento. Il Piano News fu approvato dalla Vigilanza, allora presieduta proprio da Fico, fu approvato dal Cda, ma i vertici aziendali hanno fatto finta di nulla. E’ continuata la moltiplicazione dei microfoni, degli sprechi, delle nomine ed è peggiorato il servizio. La Newsroom non avrebbe solo portato a 70 milioni di euro di risparmi all’anno, ma anche all’eliminazione dell’influenza di alcuni partiti su alcune redazioni. Ecco perché credo sia doveroso che il presidente Fico, a maggior ragione dopo il caso Sinisi, faccia sentite la sua voce”. 
Tema caldo, l’informazione. Qui il compito di chi verrà dopo Salini e Foa diventa centrale. Cambiare il sistema, disegnare un modello più europeo, con una politica, però, che faccia, tutta, un passo indietro, deciso e per sempre. Su questo crinale si ricordano almeno un paio di addii, e di manager che altrove, nell’editoria e non solo, hanno confermato il loro valore. Il suo auspicio per la prossima Rai.
“La Rai deve tornare a fare vera informazione, vero giornalismo. Abbiamo assistito alla presentazione di nuovi palinsesti fotocopia da parte di vertici ormai scaduti e non più legittimati a fare scelte per il futuro, palinsesti dove l’informazione in prima serata continua ad essere quasi del tutto assente, mentre le tv commerciali moltiplicano gli spazi. Ancora una volta avremo come unico talk show di prima serata della Rai ‘Cartabianca’ su Rai3, distintosi in questa stagione solo per gli ascolti sempre più bassi e i casi Corona e Scanzi. Mi auguro che il nuovo Cda e il nuovo amministratore delegato rimettano mano a scelte fatte da amministratori scaduti”.

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