Anzaldi: "In Rai il pluralismo non è stato rispettato, sbagliato attaccare l'Agcom"

Il parlamentare di Italia Viva: "Servono iniziative per sensibilizzare conduttori e dipendenti al rispetto scrupoloso dei principi di imparzialità, indipendenza, pluralismo"

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globalist 25 febbraio 2020

Onorevole Anzaldi, l’ex presidente della Rai Zaccaria è tornato oggi ad attaccare pesantemente la Delibera dell’Agcom che ha multato la Rai per 1,5 milioni di euro per mancato rispetto del pluralismo. Zaccaria, condividendo l’analisi del “Fatto quotidiano”, parla di Minculpop. Lei che ne pensa?


“Dopo la multa dell’Agcom si è mosso una sorta di ‘soccorso rosso’ in difesa di alcuni conduttori, ma basta aver seguito la programmazione Rai per sapere che l’Authority ha sanzionato solo la punta dell’iceberg. Trovo le considerazioni di Zaccaria molto deboli, forse non ha avuto modo di vedere in maniera approfondita l’informazione Rai nell’ultimo anno, anno e mezzo. D’altronde dice che secondo lui il pluralismo è rispettato. Davvero nella Rai di Foa, dove Salvini è ancora oggi il leader con più spazio di tutti sebbene stia all’opposizione, si può dire che il pluralismo sia rispettato?


Davvero nel servizio pubblico lo stesso inviato può dire in un telegiornale che un vertice internazionale di Trump è stato un fallimento, e mezz’ora dopo, in un altro tg, lo stesso corrispondente può parlare invece di successo? Tanto che credo che ricorressero ampiamente i presupposti affinché la multa fosse molto più salata: si poteva arrivare a 70 milioni, ovvero il 3% del fatturato, ma l’Agcom ha optato per una sanzione ridotta di 1,5 milioni, lo 0,062%”.


Perché ritiene che la Rai dovesse essere multata in maniera più salata?


“La Delibera dell’Authority cita una parte molto ridotta di casi di palese violazione del pluralismo e della correttezza dell’informazione, ma ce ne sono stati molti di più. Vengono riprese molte mie denunce, il Tg2 ricorre 16 volte nel documento, ma non sempre ho presentato esposti. A volte ho segnalato violazioni attraverso comunicati stampa o interviste. L’Agcom sarebbe potuta essere molto più dura. Si pensi a tutto il capitolo riguardante la mancata Par Condicio sindacale: la Cisl ha lamentato più volte la sottorappresentazione sulle reti Rai, in particolare su Rai3. Sui temi del lavoro, certe trasmissioni e certi tg invitano solo la Cgil. Su questo, però, non c’è alcun riferimento nella delibera. E poi c’è il capitolo sul mancato rispetto del contraddittorio, che cita numeri inoppugnabili”.


A cosa si riferisce?


“La Rai è tenuta ad assicurare un contraddittorio adeguato, effettivo e leale, secondo quanto previsto espressamente dal Contratto di Servizio. Ma questo contraddittorio nelle trasmissioni del servizio pubblico non esiste, non viene mai rispettato, vige il ‘Codice Rocco’ imposto dal portavoce di palazzo Chigi e capo della comunicazione M5s Rocco Casalino, che ha sempre vietato confronti tra esponenti del suo partito e avversari politici. L’unico in questi anni ad aver accettato confronti con politici, professori, giornalisti schierati dall’altra parte è stato Matteo Renzi. Secondo l’analisi dell’Agcom, nei programmi di approfondimento Rai il contraddittorio tra leader politici è pari a zero, esistono solo interviste con un giornalista oppure interviste ‘in contraddittorio’ con altri giornalisti. Ma contraddittorio e pluralismo non vengono rispettati neanche nei tg. L’Agcom cita un caso, denunciato dal sottoscritto, al Tg2 del 30 settembre 2019: sulla proposta di referendum Calderoli sulla legge elettorale viene intervistato un solo un professore, sostenitore di Salvini, autore di un libro sul sovranismo con postfazione di Foa. Davvero chi attacca l’Agcom difende episodi del genere?”.


Ora la Rai cosa dovrebbe fare?


“Invece di pensare solo ai ricorsi, legittimi ma che potrebbero anche essere rigettati, il Cda Rai intanto dovrebbe preoccuparsi di adempiere alle prescrizioni contenute nella Delibera. Non c’è solo la multa da 1,5 milioni, ma anche precisi obblighi con scadenza 30 giorni, 4 precise prescrizioni per eliminare immediatamente le violazioni e gli effetti delle infrazioni. Primo: la Rai deve adottare strumenti contro la diffusione di informazioni non veritiere o incomplete, anche attraverso il coordinamento della responsabilità editoriale. Secondo: deve adottare misure per sensibilizzare conduttori e dipendenti al rispetto scrupoloso dei principi di imparzialità, indipendenza, pluralismo. Terzo: deve sensibilizzare conduttori e dipendenti ad attenersi scripolosamente al rispetto della dignità e dell’integrità della persona. E poi, quarto punto da rispettare entro 60 giorni, la Rai deve dotarsi di un sistema di rilevazione e monitoraggio dei principi di imparzialità, indipendenza e pluralismo, quindi uno strumento che vada oltre il semplice conteggio dei tempi. Abbiamo visto, infatti, che rispetto dei tempi non sempre significa rispetto del pluralismo. Basti vedere il caso del Tg2 in campagna elettorale per l’Emilia Romagna: i servizi propagandistici pro Salvini sono stati archiviati sul rispetto della Par Condicio, perché nei giorni successivi sono stati bilanciati da altri spazi dati agli altri partiti, ma sono stati sanzionati nella Delibera sul rispetto del pluralismo, perché chiaramente celebrativi e non informativi”.