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Santanchè, sessismo xenofobo: "Il 90% delle migranti va a fare la puttana"

Ospite di Cartabianca la parlamentare di Fratelli d'Italia si è lasciata andare a considerazioni incredibili

Daniela Santanché a Cartabianca
Daniela Santanché a Cartabianca

globalist Modifica articolo

14 Novembre 2019 - 10.11


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di Adelmina Meier
“Il novanta per cento delle donne che arrivano in Italia vanno a fare la puttana”. Ci hanno così abituati a sentire castronerie e oscenità nei salotti televisivi che le parole dette martedì sera a “Cartabianca” da Daniela Santanchè non hanno scomposto nessuno, non hanno indignato le donne in ascolto, non hanno registrato alcuna reazione politica. Tenue quella della conduttrice.
Si parlava di profughi e immigrati, di sbarchi e di salvataggi nel Mediterraneo, si partiva da una storia di fuga dal Sud del mondo con le lacrime di una donna, di una madre senza notizie del figlio partito con altri disperati. E si è arrivati scandalosamente alle parole della parlamentare di Fratelli d’Italia, una che certo non è avvezza alla vita di privazioni, una che per tenore di vita è certamente più vicina alle società quotate in borsa che non ai comuni mortali. Glielo ricorda Nicola Fratoianni, in studio con lei (“Lei si occupa di yacht…”) e la Santanchè, colpita, si inferocisce e insulta Fratoianni dandogli del cretino e rimproverano la conduttrice (probabilmente sua amica di vecchia data) di metterla a confronto con “omuncoli”.

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Siccome l’intervento della Santanchè è quel che è (e quel che ci si può aspettare se la si invita) la parlamentare di Fratelli d’Italia, chiamata in causa per lo yacht si lancia nell’elogio della cantieristica, non quella mercantile, ma  quella da diporto che le sta a cuore.
Dunque, in uno spazio di approfondimento Rai, servizio pubblico, si deve ascoltare anche questo: che il novanta per cento delle donne che arrivano su barche e gommoni fuggendo da fame e guerre, e attraversando torture e violenze, qui viene a fare la puttana. Deviando dal politicamente corretto, e oscene castronerie della Santanchè si presterebbero a facili battute e altrettanto facili considerazioni. E a giudizi pesanti. Restando nel politicamente corretto, oltre alle parole della conduttrice costretta a precisare alla sua ospite che non si può licenziare così un problema come quello di tante donne con bambino che arrivano da noi, resta il problema centrale sullo spreco degli spazi di approfondimento del servizio pubblico quando di scelgono ospiti che più che alla riflessione portano alla caciara.
Del resto, è di questa mattina la notizia dell’arresto dell’ex europarlamentare Lara Comi. Di lei i magistrati scrivono: “esperienza criminale non comune”. Ebbene, a ripassare la scaletta degli approfondimenti televisivi del servizio pubblico e non, degli ultimi anni, quella signora è stata assai presente. A volte si sceglie chi assicura più caciara (uomini e donne) a volte chi si presenta con un bel visino. Questo per dire che gli spazi di approfondimento televisivi sono tutti da ripensare. Mauro Corona a parte, ma questa è un’altra storia. Quel Corona che pure è stato oggetto del siparietto iniziale tra la Santanchè e la conduttrice. Santanchè:”Posso mandare un bacio al mio amico Corona?” Conduttrice: “Sì, non mi fai ingelosire…Glielo lascerei…”. Risatine. Santanchè:” Mi ha raccontato cose molto interessanti su di lei…dal punto di vista umano…”. Risatine e precisazioni. Santanchè: “Lo terrei in considerazione…”. Conduttrice:” Sono tre anni che lo tengo in considerazione…”.

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Poi si passa alla strage nel Mediterraneo con le considerazioni della Santanchè sulle puttane.

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