"Culetto biancogiglio", ovvero, Busi contro Ferro
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"Culetto biancogiglio", ovvero, Busi contro Ferro

Aldo Busi - nomen omen - attacca Tiziano Ferro sulla sua omosessualità svelata in ritardo, dopo il successo canoro sul pubblico femminile

"Culetto biancogiglio", ovvero, Busi contro Ferro
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Piero Montanari Modifica articolo

1 Giugno 2011 - 10.23


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di Piero Montanari

Qualche settimana fa demmo conto su queste pagine delle dichiarazioni pubbliche di Tiziano Ferro sulla sua omosessualità, plaudendo alla fine il coraggio di averlo fatto, da personaggio pubblico quale lui è, in un paese “difficile” come il nostro e in un momento storico dove ci son sempre più segnali inquietanti di barbarie e oscurantismi, tanto da ricordare orribili pagine di storie medievali. A proposito, mi permetto una piccola digressione fiosofica: ma fosse che l’Uomo in questi ultimi mille anni non è cambiato di molto, non ostante il Rinascimento e l’Illuminismo? A voi Michele e Sabrina Misseri (tanto per citare gli ultimi) vi sembrano epigoni del pensiero di Voltaire o Diderot? A me no.

Torniamo all’argomento in questione: Aldo Busi, a differenza di altri omosex pubblici che hanno confortato l’outing di Tiziano Ferro con parole di elogio (tra questi: Cecchi Paone, Fabio Canino, Vladimir Luxuria che sostiene di conoscere da tempo il “segreto”, da quando Ferro frequentava il locale gay Muccassassina) attacca Tiziano con parole durissime, al suo solito, dicendogli che si è svelato in sospettoso ritardo, che aveva aspettato di fare successo, ingannando soprattutto le sue fans che lo sognavano come “fidanzatino”, che ora, per espiare questo successo “usurpato”, sarà obbligato a pubblicare album anticlericali e antifascisti, oppure, come dice testualmente Busi: “tanto valeva che restasse un ipocrita culetto biancogiglio in attesa di ritornare obeso”. E rinforza: “Sarebbe ora che gli italiani e le italiane ascoltassero meno refrain su finti amori infelici/felici e si leggessero almeno Seminario sulla gioventù. Possibile che in questo paese a parte me nessuno faccia mai la sua parte senza aspettare di farla una volta morto, cioè di solito già da vivo?”.

Non viene dato sapere cosa Tiziano abbia risposto a Busi, se lo ha fatto, e il rischio che si corre è scadere sul pettegolezzo più retrivo (non a caso la “notizia” viene da Novella 2000) ma, se non fosse per l’omofobia che ancora spadroneggia in questo paese e che condanna le scelte sessuali dei suoi cittadini, sarebbe da farci su una bella risata. Un retropensiero? Forse Ferro il “culetto biancogiglio”, se ha taciuto come ha fatto, non se lo sentiva molto protetto…

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