La zanzara portatrice della malaria è riapparsa in Italia
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La zanzara portatrice della malaria è riapparsa in Italia

Questo è quanto emerge da uno studio condotto da Donato Antonio Raele e Maria Assunta Cafiero dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata

La zanzara portatrice della malaria è riapparsa in Italia
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28 Aprile 2024 - 18.35


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La zanzara portatrice della malaria è riapparsa in Italia, precisamente in Puglia, dopo 50 anni. Questo è quanto emerge da uno studio condotto da Donato Antonio Raele e Maria Assunta Cafiero dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata; Francesco Severini, Luciano Toma, Michela Menegon, Daniela Boccolini e Marco Di Luca del reparto di Malattie trasmesse da vettori del dipartimento di Malattie infettive presso l’ISS; e Giovanni Tortorella del servizio veterinario sanità animale dell’ASL di Lecce, pubblicato su PubMed.

Nel settembre del 2022, è stato rinvenuto un esemplare di Anopheles sacharovi, membro del complesso Anopheles maculipennis e vettore storico della malaria in Italia, nel comune di Lecce nell’ambito del Progetto di Sorveglianza dell’anofelismo residuo. Questa scoperta ha innescato un’indagine entomologica mirata nel settembre 2023.

L’indagine si è concentrata sulle aree circostanti il luogo della prima scoperta, con particolare attenzione agli allevamenti di animali, ai maneggi e ai potenziali siti di riproduzione. Durante l’indagine, sono state trovate 13 larve di Anopheles sacharovi e sette adulti in sei siti diversi.

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Gli autori dello studio sottolineano l’importanza di questa scoperta in termini di salute pubblica, evidenziando un aumento della ricettività delle aree meridionali del Paese. I risultati ottenuti consentono di riconsiderare e sviluppare nuovi modelli per la previsione e l’espansione della malaria. Inoltre, per prevenire il rischio di reintroduzione della malattia, è necessario rafforzare la sorveglianza dell’anofelismo residuo in tutto il Mezzogiorno.

Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento, ha commentato che la presenza di zanzare del genere anofele, capaci di trasmettere la malaria, richiede attenzione, ma non c’è motivo di allarmismo. La sorveglianza della circolazione delle zanzare è fondamentale per prevenire la diffusione della malattia.

Tuttavia, Lopalco ha aggiunto che questa scoperta è un segnale di preoccupazione riguardo ai cambiamenti climatici e ambientali. Nonostante non ci sia un rischio immediato di riportare la malaria in Italia, è importante adottare provvedimenti seri per migliorare ulteriormente la sorveglianza delle zanzare e ridurne la circolazione.

La malaria è una malattia causata da protozoi parassiti appartenenti al genere Plasmodium. I sintomi possono comparire dopo 7, 15 o più giorni dalla puntura della zanzara infetta e includono febbre, mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e brividi. Una diagnosi accurata e precoce è essenziale per gestire efficacemente questa malattia.

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