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Covid: rispetto a luglio 2021 i contagi sono 100 volte di più, raddoppiate le terapie intensive

I numeri parlano chiaro: del milione e centomila malati attuali, lo 0,03% è in terapia intensiva, lo 0,72% è ricoverato, e il 99,25% è in isolamento domiciliare.

Covid: rispetto a luglio 2021 i contagi sono 100 volte di più, raddoppiate le terapie intensive
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7 Luglio 2022 - 12.32


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I contagi di luglio 2022 sono cento volte di più rispetto a quello dello scorso anno, anche se le terapie intensive sono salite “solo” del doppio. Prendendo a confronto i dati di ieri, 6 luglio, rispetto a quelli di mercoledì 7 luglio 2021 (per un confronto attendibile è bene prendere lo stesso giorno della settimana), le differenze sono nette: ieri 107.786 contagi, un anno fa, prima che Omicron invadesse il mondo (soprattutto con la sottovariante contagiosissima Omicron 5) erano stati 1.010.

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Impressionante la differenza del tasso di positività: lo scorso anno i tamponi furono 177.977, con un rapporto dello 0,6%: neanche un test su cento era positivo. Ieri sono stati il doppio, 380.035, ma con l’enorme massa di casi la positività è schizzata al 28,4%: più di un tampone ogni 4 dà esito positivo. La scorsa estate i malati Covid erano quasi spariti: 41.840 i positivi. Il dato di ieri parla invece di oltre un milione di positivi, che poi sono probabilmente il doppio (a fare la differenza rispetto allo scorso anno è il boom dei tamponi fai-da-te a domicilio, non sempre segnalati alle Asl).

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Differenze meno nette, grazie soprattutto alla campagna vaccinale, sul fronte delle terapie intensive: quelle occupate da malati Covid esattamente un anno fa erano 180, oggi sono 325. Più ampio il gap per i ricoveri ordinari, che erano 1.234 mentre oggi sono 8.220. Inevitabile comunque l’aumento dei decessi: 72 vittime nel bollettino di ieri, 14 in quello di un anno fa. Una marea di casi in più, insomma, che si traduce in una crescita di ricoveri e decessi relativamente ridotta.

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I numeri parlano chiaro: del milione e centomila malati attuali, lo 0,03% è in terapia intensiva, lo 0,72% è ricoverato, e il 99,25% è in isolamento domiciliare. Proporzioni che consentono ancora di tenere tutto aperto, per di più senza obbligo di mascherine, malgrado l’impressionante aumento di giugno, che ha visto quintuplicare i casi in poche settimane. 

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