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Putin dice no a una telefonata a tre con Zelensky e Erdogan e intensifica l'offensiva nel Donbass

Rimane sul tavolo l'altra offerta di Ankara, ribadita oggi al telefono: la Turchia è sempre pronta a organizzare un incontro tra Russia, Ucraina e Onu a Istanbul

Putin dice no a una telefonata a tre con Zelensky e Erdogan e intensifica l'offensiva nel Donbass
Putin e Erdogan

globalist

30 Maggio 2022 - 19.55


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 Nessuna telefonata a tre fra Putin, Zelensky ed Erdogan, come proposto dal presidente turco in mattinata. A rifiutare l’invito è stato il leader russo, per il quale evidentemente non è ancora il momento di discutere direttamente con il suo omologo ucraino. 

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Mancano ancora risultati tangibili, per Mosca, e fino a quando l’intero Donbass non sarà nelle mani del Cremlino è improbabile che lo «zar» avvii una trattativa seria con Kiev. Rimane sul tavolo l’altra offerta di Ankara, ribadita oggi al telefono: la Turchia è sempre pronta a organizzare un incontro tra Russia, Ucraina e Onu a Istanbul, come peraltro lo stesso Erdogan va ripetendo da due mesi. Su questa proposta Putin per ora ha glissato ma rimarrà probabilmente lettera morta. 

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Da Mosca però è arrivato oggi un apprezzamento nei confronti degli Stati Uniti, che hanno deciso di non inviare missili a medio raggio a Kiev. Il riferimento è ad un sistema in grado di colpire a distanze ben maggiori rispetto agli armamenti in dotazione all’Ucraina fino a questo momento e quindi, teoricamente, in profondità nel territorio russo. Una scelta «ragionevole», l’ha commentata Dmitri Medvedev, ex numero uno del Cremlino e oggi vicepresidente del Consiglio di sicurezza. Se fossero attaccate città russe con missili forniti dall’Occidente, ha aggiunto, come risposta Mosca sarebbe pronta a colpire i centri «decisionali criminali», alcuni dei quali sono «ben lontani da Kiev»

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Se i toni fra le due superpotenze, almeno oggi, sono apparsi più concilianti, le dichiarazioni dell’Unione Europea sono state invece ancora una volta pesanti: «La Russia sta distruggendo il Donbass: la guerra è guerra, dobbiamo sostenere l’Ucraina, continuare a dare armi». A dirlo è stato Josep Borrell, alto rappresentante Ue per la politica estera, che in questi tre mesi ha utilizzato spesso toni forti. «Putin usa il grano come arma, sta affamando il mondo», e per questo il vecchio continente deve rispondere unito. La cronaca dal fronte registra invece l’ennesima giornata di combattimenti cruenti nei dintorni di Severodonetsk: secondo le autorità militari ucraine della regione, le forze di Mosca sono ormai entrate nella parte orientale della città e hanno martellato il centro per tutta la giornata con artiglieria pesante. E proprio nel capoluogo del nord Donbass è stato ucciso oggi un giornalista francese, Frédéric Leclerc Imhoff, del canale televisivo Bfm. 

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