Putin in soccorso di Lukashenko ha costituito "unità di riserva delle forze di sicurezza"

Lo ha detto Vladimir Putin nel corso di un’intervista in tv, precisando che “le forze russe non verranno impiegate fino a che elementi estremisti della Bielorussia non oltrepasseranno i limiti".

Lukashenko e Putin

Lukashenko e Putin

globalist 27 agosto 2020

La Russia ha costituito, su richiesta del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, “unità di riserva delle forze di sicurezza” pronte a intervenire. Lo ha detto Vladimir Putin nel corso di un’intervista in tv, precisando che “le forze russe non verranno impiegate fino a che elementi estremisti della Bielorussia non oltrepasseranno i limiti, non cominceranno atti di violenza”.


Nella “intervista a tutto campo” all’anchor Sergei Brilev che è stata trasmessa dai due canali della televisione di Stato, Rossiya 24 e Vesti, Vladimir Putin dà notizia della richiesta che gli è pervenuta dal leader bielorusso, aggiunge che Lukashenko gli ha promesso di non utilizzare queste forze russe a meno che la situazione non precipiti. Putin auspica che non ci sia bisogno di utilizzare queste forze speciali e afferma che la situazione in Bielorussia sembra in via di stabilizzazione.


Interfax riporta poi le parole di Lukashenko, secondo il quale “attualmente stiamo assistendo a una fase di quella che, francamente, definirei guerra ibrida contro la Bielorussia”. Nel corso di una riunione col governo, il presidente bielorusso ha detto che “i mass media e lo spazio dell’informazione sono stati colpiti da questa lotta, una guerra tra le parti opposte. Ed è iniziato il massacro diplomatico contro di noi, anche al più alto livello”. Lukashenko ha osservato che “i vicini instabili” della Bielorussia non solo dichiarano apertamente la loro posizione riguardo alla ripetizione delle elezioni nel Paese, ma iniziano anche a interferire negli affari interni, a fare pressione sulle autorità. “C’è una guerra diplomatica”, ha sottolineato ancora il presidente bielorusso. Il capo dello Stato ha aggiunto che il Paese è ora costretto a spendere un sacco di soldi per stabilizzare la situazione ai confini occidentali, dove sono state trasferite alcune unità militari. “Vedete queste dichiarazioni che se la Bielorussia si disgregherà la regione di Grodno andrà alla Polonia? Ne parlano già in pubblico. Lo vedono nei loro sogni. Ma non gli riuscirà di fare nulla in questo senso, lo so per certo”, ha tuonato il leader bielorusso.


La leader dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya è convinta che per Lukashenko non c’è futuro. “Noi bielorussi non cerchiamo vendetta,
pur conoscendo i crimini commessi, che saranno giudicati da un tribunale. Il nostro è un popolo generoso, pertanto se Lukashenko si ferma e rinuncia al potere adesso, sono sicura che i bielorussi lo lasceranno partire”.