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Bombe Usa nel nord della Siria: uccisi 32 civili. Sette erano bambini

L'area sotto attacco è occupata da gruppi dello Stato Islamico. Proprio in questi giorni l'Isis ha moltiplicato gli attacchi contro i curdo-siriani e ha diffuso le immagini delle morti

Miliziani curdo-siriani prima di essere fucilati dall'Isis

globalist

19 Ottobre 2018


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Un’altra strage in un paese nel quale la Pac e è ancora molto lontana: almeno 32 civili, tra i quali 7 bambini, sono stati uccisi nell’est della Siria in raid aerei compiuti dalla Coalizione anti-Isis a guida americana sulla città di Susa, in un’enclave ancora controllata dalle forze jihadiste.
Lo riferisce l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), che ha sede in Gran Bretagna ma dispone di una vasta rete di informatori in Siria.

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Anche l’agenzia governativa siriana Sana riferisce dei raid, parlando di un numero imprecisato di morti e feriti. Susa si trova nell’ultima sacca di territorio ancora controllata dall’Isis nella provincia di Deyr az Zor. Le cosiddette Forze democratiche siriane (Sdf) a maggioranza curda, sostenute dagli Usa, hanno lanciato da settimane un’offensiva per cercare di strappare quest’area allo Stato islamico. La scorsa settimana miliziani jihadisti hanno attaccato un campo di sfollati nella regione, sequestrando i membri di 130 famiglie.
Va detto che in quella zona nel nord della Siria lungo l’Eufrate ci sono molti combattimenti tra gruppi dello Stato Islamico e milizie curdo-siriane.

L’Isis, attraverso i suoi cabali, ha pubblicato le foto di molti scontri e della cattura (e poi fucilazione) di molti prigionieri.

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