Stop alla distruzione dei capi invenduti: entra in vigore il nuovo regolamento Ue
Top

Stop alla distruzione dei capi invenduti: entra in vigore il nuovo regolamento Ue

Dal 19 luglio le grandi aziende tessili dovranno privilegiare riuso, riciclo e donazione. Dal 2030 l’obbligo sarà esteso anche alle medie imprese.

Stop alla distruzione dei capi invenduti: entra in vigore il nuovo regolamento Ue
Preroll

redazione Modifica articolo

19 Luglio 2026 - 17.11 Culture


ATF

Oggi, 19 luglio, le grandi imprese del settore tessile non potranno più distruggere i capi d’abbigliamento invenduti e dovranno favorirne il riutilizzo attraverso il riciclo e la donazione. Prodotti come sciarpe e accessori invenduti o restituiti dai consumatori dovranno quindi avere una seconda vita.

Questa novità riguarda le grandi aziende e, dal 2030, anche le medie imprese dovranno sottostare a questa nuova normativa.

Le due novità più importanti introdotte dalla Commissione europea sono l’obbligo per le imprese di rendere pubbliche le informazioni sulla quantità dei beni di consumo invenduti e smaltiti come rifiuti e il divieto di distruzione dei prodotti di consumo invenduti. Sono previste deroghe al divieto di distruzione per i prodotti che risultino pericolosi, non conformi, che violino le norme sulla proprietà intellettuale o che siano inadatti al riutilizzo.

“In Europa fino al 9% di tutti i prodotti tessili immessi sul mercato viene distrutto prima dell’uso, per un totale annuo di fino a 594.000 tonnellate di tessuti, generando emissioni di CO₂ pari a 5,6 milioni di tonnellate, spiega il presidente Gabriele Melluso, il tasso medio di reso per gli abiti acquistati online è stimato al 20%: ciò significa che un capo su cinque venduto online viene restituito.

Leggi anche:  90 anni di Yves Saint Laurent, tra moda e scandali

Grazie alle nuove regole, conclude, le imprese della moda non potranno più sprecare prodotti che possono avere una seconda vita e dovranno reimmetterli sul mercato o donarli, con benefici sia per i consumatori, che potranno acquistare capi d’abbigliamento o scarpe a prezzi scontati, sia per l’ambiente”.

Nel dettaglio, il regolamento stabilisce che “l’operatore economico che si disfi di prodotti di consumo invenduti direttamente o che incarichi un terzo di disfarsi dei prodotti invenduti per suo conto divulga: il numero e il peso dei prodotti di consumo invenduti di cui si è disfatto nell’anno, suddivisi per tipo o categoria di prodotti; i motivi per cui se ne è disfatto e, se del caso, la deroga pertinente; la percentuale dei prodotti di cui si è disfatto, direttamente o tramite terzi, consegnati affinché siano sottoposti a ciascuna delle seguenti attività: preparazione per il riutilizzo, compresi ricondizionamento e rifabbricazione, riciclaggio, recupero di altro tipo, incluso il recupero di energia, e operazioni di smaltimento; nonché le misure adottate e quelle pianificate per prevenire la distruzione dei prodotti di consumo invenduti”.

Native

Articoli correlati