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E' morto il beluga che vagava nella Senna: ucciso dall'inquinamento e dall'acqua dolce

Purtroppo al momento del salvataggio le condizioni dell'animale erano già critiche. Il cetaceo è stato abbattuto poche ore dopo.

E' morto il beluga che vagava nella Senna: ucciso dall'inquinamento e dall'acqua dolce
Le operazioni di salvataggio

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10 Agosto 2022 - 12.22


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Non ce l’ha fatto il beluga che da una settimana si era perso e vagava nelle acque della Senna, bloccato in una chiusa di circa 125 metri per 25, settanta chilometri a nordovest di Parigi. Proprio nelle scorse ore l’animale era stato sollevato da una gru per essere trasportato in una chiusa del porto di Ouistreham, prima di essere rilasciato in mare. Ma l’illusione di averlo salvato non è durata molto: non sono passate che poche ore, il cetaceo è stato soppresso per via delle sue condizioni.

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L’esemplare era stato soccorso questa notte, in un’operazione coordinata dai vigili del fuoco, dai veterinari e dagli esperti di Sea Sheperd France. Proprio questi ultimi hanno poi spiegato su Twitter che si trattava di un esemplare di sesso maschile, lungo quattro metri e del peso di circa 800 chilogrammi (ben al di sotto dello standard della specie), che era stato immediatamente sottoposto ad alcuni esami veterinari. Inizialmente non erano stati riscontrati segni di alcuna malattia infettiva, ma i biologi non riuscivano a chiarire perché non avesse mai mangiato il pesce che gli era stato gettato vicino dopo che le prime osservazioni ne avevano mostrato lo stato di dimagrimento.

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Dopo il salvataggio, il beluga doveva essere trasportato a Nord, in una vasca di acqua salata nella città di Ouistreham, in Normandia, a bordo di un camion refrigerato che era già stato preparato per il delicato trasferimento. Ma alla fine la lunga esposizione all’acqua dolce e all’inquinamento della Senna è stata fatale. Domenica la presidente di Sea Shepard France, Lamya Essemlali, aveva ammesso che c’erano «poche speranze» di salvarlo se non entro 24-48 ore.

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A maggio, un’orca era morta proprio nella Senna perché denutrita. Ora agli esperti non resta che domandarsi come un beluga si sia potuto ritrovare nell’entroterra francese, a 3.000 chilometri dal suo habitat più vicino (le isole Svalbard, in Norvegia). L’osservatorio francese Pelagis, specializzato in cetacei, ha sottolineato che si tratta del quarto caso di un esemplare della specie avvistato in Europa a queste latitudini: nel 1948, un beluga era finito nelle reti di un pescatore lungo la Loira; nel 1966, un altro era comparso nel Reno tedesco; e infine, nel 2018, un esemplare era salito in superficie nella foce del Tamigi.

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