Il mercato della droga è l'unico che non ha subito grandi perdite durante il lockdown

Si è inoltre verificata “flessibilità e resilienza” del mercato illegale delle droghe, che è “rimasto vivace e mai si  è interrotto”.

Immagine di repertorio

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globalist 25 giugno 2020

Il Libro Bianco sulle droghe affronta anche la situazione dei consumi di sostanze e delle carceri durante la crisi Covid-19. In particolare rispetto ai consumi - spiegano gli autori - si presentano in anteprima i primi risultati di tre ricerche sui consumi di droghe durante il lockdown che hanno messo in luce “una significativa capacità di controllo” dei consumatori, che hanno adottato strategie di “fronteggiamento dell’emergenza, di adeguamento alle mutate condizioni di vita e di consumo, di minimizzazione dei rischi”.


Si è inoltre verificata “flessibilità e resilienza” del mercato illegale delle droghe, che è “rimasto vivace e mai si  è interrotto”.  Mentre i Servizi pubblici hanno saputo, anche se ancora una volta a macchia di leopardo, adeguarsi alla situazione adattando le terapie farmacologiche, gli strumenti di riduzione del danno, di consulenza e informazione online sulle sostanze.


Anche l’Associazione Luca Coscioni partecipa alla presentazione dell’XI Libro Bianco sulle droghe pubblicato in occasione della Giornata Mondiale contro il Narcotraffico. Il volume è principalmente dedicato al Carcere ai tempi del Coronavirus.


Il documento descrive come i costi del proibizionismo siano da quantificare in mancate entrate per lo Stato in virtù della gestione del settore da parte della criminalità organizzata - che includendo l’indotto potrebbero sfiorare i 18-20 miliardi, ma anche con le risorse umane ed economiche relative all’amministrazione della giustizia - i tribunali sono ingolfati da cause di minima importanza e oltre il 36% dei detenuti, molti dei quali con problemi di dipendenza, è in carcere per reati connessi alle droghe.


“In Italia e nel mondo non si vedono segni di contenimento della presenza degli stupefacenti” ha dichiarato l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’Associazione “dopo quasi 60 anni di proibizione quel che va riformato radicalmente è l’impianto generale del ‘controllo’ “.


Marco Perduca, che per l’Associazione ha coordinato Legalizziamo.it ha ricordato che “Dopo anni di promesse è arrivato il momento che il Parlamento si assuma le responsabilità di definire quali nuove regole possano consentire un consumo consapevole (almeno) della cannabis legalizzandone produzione, consumo e commercio, cancellando, tra le altre cose, anche le pesanti sanzioni per la detenzione delle altre sostanze proibite.”