Irvine Welsh a Mantova, 30 anni dopo Trainspotting: “Ci sarà una rivoluzione”
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Irvine Welsh a Mantova, 30 anni dopo Trainspotting: “Ci sarà una rivoluzione”

Lo scrittore festeggia i 30 anni del film di Danny Boyle e presenta Men in Love, rivolgendo una critica al controllo delle industrie tecnologiche e alla politica.

Irvine Welsh a Mantova, 30 anni dopo Trainspotting: “Ci sarà una rivoluzione”
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14 Settembre 2026 - 18.46 Culture


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Irvine Welsh sarà al Festivaletteratura di Mantova in una veste diversa: il 12 settembre salirà alla consolle di Piazza Leon Battista Alberti per un dj set. Un appuntamento che unisce due delle grandi passioni dell’artista: la scrittura e la musica. Lo scrittore, infatti, ha un suo trio di musica techno e per l’occasione proporrà soprattutto fusion, soul e techno, con alcuni remix sui quali ha lavorato.

L’autore di Trainspotting, romanzo che ha raccontato una generazione perduta nella Edimburgo di fine anni Ottanta, festeggerà inoltre i 30 anni dall’uscita del film che Danny Boyle ha diretto e tratto dal suo romanzo culto, con il ritorno dei quattro della banda in Men in Love (Guanda).  Il nuovo romanzo, spiega Welsh, nasce dalla necessità di raccontare cosa accade quando si raggiungono i 25 anni, quando si comincia un po’ a tirar le fila, a guardare cosa succede nelle proprie amicizie, si cerca l’amore, il romanticismo, spiega lo scrittore.

Welsh considera scrittura e musica elementi diversi, ma accomunati dalla creatività. I due percorsi possono procedere insieme: “Magari pensi di fare musica e poi pensi a un libro o a un testo oppure fai una sorta di mix tra le due cose”. Oppure si può scegliere, a seconda del momento, ciò che ti ispira di più. L’album di Men in Love, per esempio, è disco music, mentre tra le sue passioni ci sono la techno e soprattutto la musica dance.

Proprio la musica è uno dei territori nei quali Welsh vede una perdita: “Tutto viene dall’alto verso il basso, non abbiamo più controllo, un tedio”, afferma a Mauretta Capuano di Ansa.it. E porta come esempio le classifiche: negli elenchi dei brani più popolari degli anni ’90, 2000, 2010, 2020, osserva, ricompaiono continuamente gli stessi nomi, da Bob Dylan a David Bowie e agli AC/DC. “Nel secolo scorso si è veramente fatto qualcosa culturalmente dal punto di vista musicale, poi più nulla”.

Welsh vede però una via d’uscita positiva perché le persone non ne possono più di questo controllo delle industrie tecnologiche. Secondo lo scrittore, stanno aumentando gli acquisti di libri e dischi e c’è “una spinta verso le comunità locali per uscire dall’ambiente virtuale. Le multinazionali e le grandi big tech hanno un atteggiamento estremamente intrusivo nella vita delle persone, con un controllo sempre più diffuso e capillare che esaspera e produce una enorme noia”. Da questa situazione, secondo lui, avverrà  il cambiamento: ci sarà una rivoluzione contro questa intrusione e controllo dall’alto.

La sua critica si estende anche alla politica. Di fronte all’avanzata delle destre in Europa, Welsh sostiene che tra i partiti tradizionali non c’è una grande differenza. “La sinistra, se vuole davvero cambiare, non può fare gli stessi giochi o dire le stesse cose degli altri, deve pensare al welfare, al benessere delle persone.”

La soluzione dello scrittore è eliminare le elezioni e affidarsi alla lotteria: “qualsiasi partito, di qualsiasi orientamento, se opera all’interno del sistema poi ne entra a far parte più o meno”. Un sistema di questo tipo, spiega Welsh, cambierebbe la funzione dello Stato. “La responsabilità di ogni Stato dovrebbe essere quella di rendere i propri cittadini in grado di governare. Quindi bisognerebbe cambiare il sistema scolastico, l’educazione civica, l’economia in modo che i cittadini che saranno eletti attraverso il sistema delle lotterie saranno in grado di compiere le loro funzioni”. Welsh richiama “la concezione delle Città-Stato del Medioevo italiano, le Signorie”.

Per Welsh è arrivato anche il momento di dedicarsi a nuovi progetti. Nel Regno Unito è appena uscito un suo libro su un dramma familiare ambientato a Las Vegas ed ora vuole prendersi una pausa di un paio d’anni dai libri e concentrarsi sulla scrittura per la televisione e per il cinema.

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