Addio a Gennaro Sasso, ultimo maestro dell’idealismo italiano e protagonista del pensiero filosofico
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Addio a Gennaro Sasso, ultimo maestro dell’idealismo italiano e protagonista del pensiero filosofico

È morto all’età di 97 anni il filosofo e storico professore di filosofia teoretica all’università La Sapienza di Roma Gennaro Sasso.

Addio a Gennaro Sasso, ultimo maestro dell’idealismo italiano e protagonista del pensiero filosofico
Gennaro Sasso
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Giovanna Musilli Modifica articolo

26 Maggio 2026 - 17.53


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È morto all’età di 97 anni il filosofo e storico professore di filosofia teoretica all’università La Sapienza di Roma Gennaro Sasso. Professore emerito dal 2005, Sasso ha diretto dal 1986 al 2010 l’Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, istituto fondato nel dopoguerra da Benedetto Croce, e dal 1987 al 2020 ha guidato la rivista di filosofia, storia e letteratura La Cultura, soppressa dal regime fascista nel 1935 e rifondata insieme a Guido Calogero nel 1963. 

Storico presidente della Fondazione Giovanni Gentile, è stato fra i massimi esperti dell’Idealismo italiano, avendo dedicato una gran parte della sua attività a documentare e ricostruire il complesso rapporto umano e filosofico fra Croce e Gentile. Si ricordano, fra gli altri, gli ormai classici volumi Benedetto Croce. La ricerca della dialettica (1975) e Le due Italie di Giovanni Gentile (1998). 

Nell’esaminare la severa polemica che a partire dal 1913 su La Voce di Prezzolini vide lo storicismo crociano, fondato sulla distinzione delle forme dello Spirito, contrapporsi all’Attualismo gentiliano, tacciato da Croce di perseguire l’unità senza distinzione, Sasso ne ha smussato le asperità, tentando una conciliazione da ricercare sulla basa di una comune struttura sintetica propria tanto dell’Atto gentiliano, quanto del Distinto dello Spirito di Croce. 

Studioso di Machiavelli, Dante e Platone – al quale ha dedicato il celebre libro L’essere e le differenze. Sul «Sofista» di Platone (1991) – è stato lungamente impegnato in un complesso dibattito filosofico con Emanuele Severino, circa la natura dell’essere, del divenire e del nichilismo. A questo proposito, nel saggio del 2005 Il principio, le cose, il filosofo, ha ripensato il principio di non contraddizione confrontandosi con la formulazione aristotelica, a partire dall’ineludibile contraddittorietà delle cose umane, allo scopo di porre le basi per una nuova interpretazione di quello che è stato considerato il principio fondativo di tutta la filosofia occidentale. 

Prolifico fino agli ultimi anni – Essere, storia è del 2024, mentre Adolfo Omodeo fra attualismo e storicismo del 2025 – Sasso è uno degli ultimi grandi filosofi italiani dei nostri tempi. Uomo austero e riservato, ha animato il dibattito filosofico italiano e internazionale per molti decenni, pur tenendosi lontano da qualsiasi esposizione mediatica.

Il mondo della cultura oggi è triste. 

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