Insetti, ragni e altri ospiti indesiderati: imparare a convivere con la natura domestica tra paure e utilità
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Insetti, ragni e altri ospiti indesiderati: imparare a convivere con la natura domestica tra paure e utilità

In Coinquilini Bestiali, Nicola Bressi racconta con ironia e rigore scientifico come convivere con insetti e animali domestici, sfatando miti e promuovendo rispetto e tolleranza

Insetti, ragni e altri ospiti indesiderati: imparare a convivere con la natura domestica tra paure e utilità
Nicola Bressi
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4 Aprile 2026 - 00.43


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di Rock Reynolds

A chi di noi non è mai capitato di dover fare i conti con creature che si sono autoinvitate nel nostro ambiente domestico e che avremmo decisamente preferito che se ne restassero immerse nella natura selvaggia? Ci siamo mai chiesti se tale natura sia tuttora sufficientemente selvaggia e garantisca a qualsiasi specie che la popoli le risorse per la sopravvivenza? E, soprattutto, ci siamo mai domandati se gli esseri che hanno scelto di condividere con noi i nostri spazi abitativi – senza che noi peraltro ne abbiamo fatto nulla di deliberato per favorirne il trasloco – semplicemente non lo abbiano fatto per comodità? L’ambiente è sempre più colonizzato dall’uomo e la natura talvolta si riprende i propri spazi in maniere che possono risultarci sgradite.

Coinquilini Bestiali (Aboca, pagg 210, euro 20) di Nicola Bressi parte dai ricordi di infanzia quando, bambino curioso come e forse più di tanti, si aggirava nel giardino della casa dei nonni e nello scantinato e nella soffitta dei suoi genitori a caccia di scoperte da promettente naturalista. Una passione trasformatasi nel tempo in studio e poi in professione, considerato che Bressi oggi è curatore del Museo di Storia Naturale di Trieste. E la passione continua ad affiorare, come si evince in maniera chiarissima dalle pagine del suo libro: non un trattato accademico, bensì, piuttosto, una guida leggera alla convivenza con creature non necessariamente predilette per fare compagnia all’uomo.

Senza tirare in ballo la teoria dell’evoluzione delle specie e dell’adattamento delle stesse concepita dalla mente del visionario naturalista inglese Charles Darwin – il cui spettro ogni tanto viene inevitabilmente evocato dall’autore di Coinquilini Bestiali – risulta chiaro che le ripetute e massicce interazioni umane con l’ambiente e, soprattutto, il surriscaldamento del pianeta hanno pesanti responsabilità.

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Con una verve da valente divulgatore, Nicola Bressi non può che farci venirci in mente nomi illustri come i naturalisti Gerald Malcolm Durrell (1925-1995) e David Attanborough e l’etologo Konrad Lorenz (1903-1989) che ci hanno regalato pagine indimenticabili, venate di una inequivocabile qualità letteraria. Bressi lo fa con una certa dose di umorismo e una vena nostalgica per i tempi che furono, come quando ricorda le prime avventure giovanili in cui scattare una foto a una specie animale era decisamente meno agevole di quanto lo sia oggi: le macchine fotografiche erano apparecchi pesanti, ingombranti, e il rischio di fallimento era elevatissimo.

Coinquilini Bestiali è una lettura gradevolissima, destinata a un pubblico ampio e non necessariamente confinata a una cerchia di appassionati. Anche perché la maggior parte delle creature di cui Bressi ci parla sono insetti o ragni. Proprio per questo, Coinquilini Bestiali è un prontuario agile per animalisti inconsapevoli: perché ammazzare creature innocue (seppur non esattamente carine quanto gattini o cagnolini) quando sarebbe sufficiente prendere certe precauzioni?

Se, alla fine di questo paio di centinaio di pagine, avrete sviluppato una sensibilità persino per mosche, grilli e mantidi, allora la sua lettura non sarà stata fatta invano.

La cosa che Nicola Bressi sa fare meglio e intende fare meglio è smitizzare certe leggende che accompagnano alcune specie animali dalla notte dei tempi o, forse sarebbe meglio dire, da quando l’uomo ha trovato uno stile di vita talmente comodo da non accettare il minimo compromesso con l’ambiente. Non serve ricordare, infatti, la visione rigidamente antropocentrica che domina qualsiasi nostra interazione con altre specie e con il pianeta.

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Molte delle specie che si intrufolano – spesso per errore, talvolta per scelta – nelle nostre dimore risultano utili a tenere sotto controllo la proliferazione di altre specie meno utili e decisamente più ostili o fastidiose. Per esempio, i ragni folcidi. Al riguardo, Bressi dice: «Io vado assai fiero dei coinquilini che mi ricordano i poemi omerici [N.d.A. Nell’Iliade, ci sono personaggi brutti e storpi, ovvero pholkós, cioè con le gambe storte, come Tersite, a cui Achille farà fare una brutta fine], mi costruiscono fili antibatterici, mi liberano da ospiti indesiderati». Un po’ meno gradito è il ragno violino, ma non serve farsi prendere dal panico, nonostante il suo morso possa essere doloroso e solo eccezionalmente pericoloso. In questo come in altri casi, il suggerimento di Bressi è sempre quello di favorire un abbandono non violento della casa da parte dell’ospite indesiderato, magari limitandone l’accesso al cibo e favorendo la vicinanza di predatori naturali. Insomma, il tutto in un ciclo naturale virtuoso.

Le zanzare sono, forse l’unica creatura che dichiaratamente Bressi non sopporta. Forse perché, tra «tutti gli animali trattati in questo libro, le zanzare sono sicuramente i più pericolosi». Sono nostri predatori in quanto si cibano di noi e la loro missione è esattamente quello, per la loro sopravvivenza. Dunque «è assolutamente normale difenderci e reagire. Anche e soprattutto alla luce delle gravi malattie che possono trasmetterci (malaria, dengue, virus del Nilo… per citarne alcune)».

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Oltre a disincentivare ogni tentativo di spargere veleni nelle nostre case – che, peraltro, finirebbero per risultare tossici per molte specie non sgradite e persino per animali domestici che fanno parte integrante delle nostre famiglie – Bressi sgombra il campo da una serie di mistificazioni, se non vere e proprie inesattezze. Per esempio, ci ricorda che i ragni non sono degli insetti bensì degli aracnidi: «dire che un ragno è un insetto equivale a dire che un cavallo è un rettile».

È probabile che ci sia «capitato di spostare un libro, una tenda o una zanzariera e di trovarci dei piccoli vasetti di argilla». Sono abitazioni costruite per i propri piccoli da sphecidae ed eumeninae, imenotteri innocui, lontani cugini di api e vespe, del tutto inoffensivi.

Dopo aver fatta nostra la filosofica considerazione dell’autore, ovvero che in «natura la vita non è mai facile per nessuno», possiamo concludere affidandoci alla regola numero uno di Bressi: un minimo di sana tolleranza e rispetto, una buona dose di curiosità e il rigetto della violenza in tutte le sue forme sono sempre la ricetta migliore.

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