In ricordo Gian Piero Galeazzi, "principe" dei giornalisti sportivi (e non solo)
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In ricordo Gian Piero Galeazzi, "principe" dei giornalisti sportivi (e non solo)

Il giornalista sportivo, volto televisivo Rai ed ex canottiere è morto a 75 anni, compiuti il 18 maggio. Galeazzi combatteva da tempo contro una grave forma di diabete.

In ricordo Gian Piero Galeazzi, "principe" dei giornalisti sportivi (e non solo)
Giampiero Galeazzi
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18 Maggio 2024 - 12.09


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Un grande giornalista, un ex atleta e un professionista inappuntabile anche se non ha mai nascosto la sua grande passione calcistica per la Lazio. Il suo ricordo non ci abbandona.

Gian Piero Galeazzi. Il giornalista sportivo, volto televisivo Rai ed ex canottiere aveva 75 anni, compiuti il 18 maggio. Galeazzi combatteva da tempo contro una grave forma di diabete. Per anni ha prestato la sua voce alle telecronache di grandissime imprese sportive, soprattutto alle Olimpiadi.

L’ultima apparizione televisiva di Galeazzi (il popolare ‘bisteccone’ nazionale) fu a Domenica In. La sua voce profonda e inconfondibile rimarrà nelle orecchie e nella memoria di tutti gli italiani appassionati di sport.


Gli studi e il canottaggio – Nato a Roma il 18 maggio 1946, Gian Piero Galeazzi passa la gioventù tra studio e sport. Si laurea in Economia e lavora per qualche mese nell’ufficio marketing e pubblicità della Fiat a Torino. La sua strada però era un’altra. Galeazzi intraprende una carriera da professionista nel canottaggio, arrivando a vincere il campionato italiano del singolo nel 1967.

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La carriera da giornalista – La passione per lo sport lo porta a entrare in Rai in qualità di giornalista sportivo: prima alla radio e poi in tv, prima alla Domenica Sportiva e poi a Mercoledì Sport. Tra le sue firme più celebri figurano sicuramente la telecronaca della mitica medaglia d’oro dei fratelli Abbagnale a Seul nel 1988 e quella del duo Rossi-Bonomi Sydney 2000. Galeazzi si distingue anche per i suoi servizi “d’assalto”: restano leggendari i suoi blitz da cronista negli spogliatoi prima e dopo le gare della Nazionale e le corse in campo durante le feste scudetto che hanno segnato un’epoca come quelle del Napoli (1987) o del Verona (1985). Dal 1992 al 1999 ha condotto 90esimo Minuto e ha partecipato alla conduzione del festival di Sanremo del 1996, accanto a Pippo Baudo. Nel 2010 e nel 2012 ha partecipato a Notti Mondiali e Notti Europee.

Oltre lo sport – Oltre al giornalismo sportivo, Galeazzi seguì per la Rai anche tutt’altra guisa di eventi. Il cronista seguì ad esempio lo storico incontro tra il presidente americano Ronald Reagan e il segretario del partito comunista dell’Urss Michail Gorbaciov.

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“Capitò tutto per caso – ha raccontato lo stesso Galeazzi -. Mi trovavo a Reykjavik per la cronaca sportiva dell’incontro di Coppa dei Campioni tra Valur e Juventus e nel giro di poco scoppiò la notizia che sarebbe avvenuto questo incontro importante. Così io mi organizzai feci i primi servizi d’approccio e andò bene. Per me che non avevo mai affrontato una realtà simile fu difficile, ma ricordo un gruppo eccezionale di giornalisti. Nemmeno per le Olimpiadi ne ho visti così tanti”.

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