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A Torino in corso la mostra dedicata alle epidemie

Un viaggio culturale che pone in risalto soprattutto le ‘grandi vittorie’ ottenute dalla ricerca scientifica, capace di sconfiggere le più spietate pandemie nel corso della storia

A Torino in corso la mostra dedicata alle epidemie

Giuseppe Rizza Modifica articolo

24 Gennaio 2023 - 12.56 Culture


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di Azzurra Arlotto e Giuseppe Rizza

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Lunedì 5 dicembre 2022 è stata inaugurata la mostra intitolata Bandiera gialla – Le epidemie e le cure nella storia, nella scienza, nell’arte, prodotta dall’Università di Torino nell’ambito del programma UniVerso, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti, il Teatro Regio di Torino e le Teche Rai.

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La mostra si svolge negli spazi del Cortile del Rettorato (sito in via Po, 17) e della Rotonda di Talucchi (in via Accademia Albertina, 6) e sarà visitabile fino a domenica 5 marzo 2023, tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 18:00. È curata dal Prof. Peppino Ortoleva, storico dei media e curatore di musei e mostre, con la direzione scientifica della Prorettrice dell’Università di Torino, la Prof.ssa Giulia Carluccio.

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Il nome scelto deriva dalla bandiera che a partire dal XVII secolo è divenuto il segnale internazionalmente riconosciuto delle malattie contagiose, associato in particolare a quella forma di prevenzione antica, ma tuttora largamente usata, che è la quarantena. L’intero evento è realizzato grazie al contributo e al lavoro sinergico di un comitato scientifico multidisciplinare di studiosi.

Il percorso unisce un itinerario storico che dal periodo della peste nera del Trecento – resa celebre da Giovanni Boccaccio – arriva fino ai tre anni del Covid-19, con un’attenta e aggiornata analisi scientifica delle malattie, della loro diffusione e delle cure che la medicina è riuscita a sviluppare, mettendo a disposizione della società le competenze scientifiche e gli esiti della ricerca più avanzata che l’Università di Torino può vantare in riferimento a un ampio ventaglio di saperi e discipline.

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Nell’allestimento, curato da Diego Giachello e con le scenografie ideate da Claudia Boasso del Teatro Regio di Torino, spicca anche una replica in grandezza naturale (quattro metri di altezza) della colonna infame di Milano, che fu eretta in origine per additare all’odio pubblico i presunti untori e che oggi viene ricostruita per ammonirci invece sulla follia del pregiudizio e sulle tragedie di chi ne fu e ne è vittima.

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