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Ristampato Re Nudo Pop & Altri festival, nelle immagini e racconto di Matteo Guarnaccia

Un libro che riporta in auge un periodo fantastico con tanta musica, immagini e racconti

Ristampato Re Nudo Pop & Altri festival, nelle immagini e racconto di Matteo Guarnaccia
Matteo Guarnaccia

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8 Dicembre 2022 - 15.18


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di Giordano Casiraghi

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Una nuova e aggiornata edizione del libro Re Nudo Pop & Altri Festival, uscito in origine qualche anno fa e curato da Matteo Guarnaccia (Volo Libero edizioni, 224 pagg, 20€), riaccende la voglia di tornare a ricordare una stagione che sembra lontanissima. Al libro contribuiscono a dire la loro Claudio Rocchi che è stato uno dei cantautori protagonisti di vari Festival targati Re Nudo, Enzo Gentile che negli anni ha raccontato con libri e articoli svariati stagioni di musica pop rock blues e tanto altro. Gentile in quegli anni Settanta iniziava il suo percorso giornalistico, mentre Bruno Casini, scrittore, organizzatore e agitatore, era uno dei protagonisti in campo, era già stato in giro per itinerari che l’hanno portato in Afghanistan quando ancora si poteva andare e non ha mancato le edizioni dei Festival di Re Nudo.

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Al giro dei contributi non poteva essere escluso Andrea Majid Valcarenghi che ha fondato e diretto la rivista Re Nudo e ha dato corso ai vari festival pop. Festival dove stazionava anche Matteo Guarnaccia che in quelli fatti al Parco Lambro animava la radio del festival. Matteo è scomparso il 14 maggio 2022 e per qualche edizione ha partecipato al festival di Pelago, diretto da Bruno Casini, dove per certi versi si respirava un po’ l’aria dei festival di Re Nudo, non a caso era spesso presente Valcarenghi. 

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Personaggi che si intersecano e che hanno attraversato la cultura giovanile dai Sessanta/Settanta in poi. Guarnaccia è poi diventato uno dei disegnatori più affermati, capace di trasmettere attraverso fantasiose immagini un mondo che andava via via scomparendo. 

Il libro si muove con capitoli dedicati a San Francisco, la culla di tutto quello che poi verrà messo in pentola. Un’ebollizione di buoni propositi che si espande oltre oceano, ma prima è sempre l’America che lancia il segnale con un mega festival pop, quello di Woodstock, e ancor prima quello di Monterey, già con tanti artisti. C’è movimento, c’è qualcosa che comincia a circolare, ovvero la possibilità di radunare migliaia e migliaia di persone in nome della musica, dello stare bene insieme, ballare, danzare, fare musica. Già nel 1968 qualcosa si muove anche a Roma e Guarnaccia ne parla nel libro, di un festival di più giorni dove si mischiano gruppi come i Pink Floyd e i Ten Years After con Camaleonti e I Giganti. E siamo solo nel 1968.

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Ci si sposta in Europa e viene subito L’Isola di Wight e poi Palermo Pop e Viareggio Pop e anche qui Guarnaccia racconta, fino al primo festival di Re Nudo a Ballabio sopra Lecco nel 1971, a seguire Zerbo (Pavia) e l’Alpe del Vicerè, dove nella prima versione del libro era stato inserito un dvd con le immagini di quel festival che un appassionato aveva girato e che aveva decenni dopo fatto avere a Valcarenghi. Tutto si evolve e Re Nudo pensa sia arrivato il tempo di approdare in città e organizza nel 1974 il primo festival al Parco Lambro. Forse il più riuscito della triade, che l’anno dopo replica, fino a quello del 1976 segnato da disordini e tensioni. Ancora tanta musica ma era tutto quello che girava attorno che interessava le cronache dei giornali come «LA Notte» e «Corriere d’informazione».

Tante le foto che rendono piacevole lo scorrere delle pagine, a pag.150 si nota Alberto Radius e un componente de Il Volo che ebbero occasione di presentarsi in un tour al fianco degli Area, altra formazione sempre presente ai festival di Re Nudo, anche per la storica intesa tra la Cramps di Gianni Sassi e Re Nudo, al punto che la stessa rivista veniva stampata nella Tipografia La Monzese che era parte del gruppo Al.Sa. di Albergoni e Sassi. Guarnaccia non trascura il resto dei festival italiani, da Villa Pamphili a Villa Borghese e Piazza Navona a Roma. Il libro è anche un omaggio alla memoria di Matteo Guarnaccia, una ristampa che arriva nel mentre anche il marchio Re Nudo passa di mano, da Valcarenghi a Luca Pollini con Stefano Piantini che annunciano la ripresa editoriale con libri e numeri da portare in edicola. 

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