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Laura Pausini rifiuta di cantare Bella Ciao e usa una scusa revisionista: "È una canzone politica"

Laura Pausini si è rifiutata di cantare "Bella ciao", brano simbolo della Resistenza italiana. E' successo durante la partecipazione a un programma spagnolo. Ovviamente Bella Ciao è il canto della liberazione

Laura Pausini rifiuta di cantare Bella Ciao e usa una scusa revisionista: "È una canzone politica"
Laura Pausini ha rifiutato di cantare Bella Ciao alla tv spagnola

globalist Modifica articolo

13 Settembre 2022 - 16.47


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Peccato, perché Bella Ciao è la canzone della Resistenza e della lotta partigiana al nazi-fascismo da cui è scaturita la repubblica e la democrazia dopo il ventennio di dittatura di Mussolini.

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È il canto degli italiani esattamente come è l’inno di Macelli. Ma evidentemente il revisionismo dei post-fascisti ha fatto breccia perfino nel mondo dell’arte.

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Laura Pausini si è rifiutata di cantare “Bella ciao“, brano simbolo della Resistenza italiana. E’ successo durante la partecipazione a un programma televisivo spagnolo, dove è stata coinvolta in un gioco musicale in cui i concorrenti dovevano intonare una canzone che contenesse la parola “Corazon” (cuore, ndr). La cantante ha allora accennato “Cuore Matto” di Little Tony, ma nessuno dei presenti sembrava conoscere il brano tanto famoso in Italia. Il conduttore ha quindi intonato “Bella Ciao”, pensando di coinvolgere la Pausini. Ma nulla da fare. “E’ una canzone molto politica e io non voglio cantare canzoni politiche“, ha subito detto.

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Il padrone di casa non ha posto nessuna domanda all’ospite e la trasmissione è andata avanti come se nulla fosse successo. Ma il rifiuto di intonare poche note di “Bella ciao”, molto popolare nel Paese dopo il successo de “La casa di carta”, non è passato inosservato sui social dove si è immediatamente scatenata una polemica.

Tra i vari tweet, alcuni sono stati scritti da esponenti politici, evidentemente indignati per quanto visto durante la puntata. La deputata socialista Adriana Lastra ha così commentato: “Rifiutarsi di cantare una canzone antifascista dice molto della signora Laura Pausini e niente di positivo”. Le ha fatto eco il deputato socialista del Parlamento Europeo Iban Garcia: “Né con i democratici, né con i nazisti. Uguale”.

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La cantante romagnola non è però rimasta in silenzio di fronte alle molte critiche ricevute e ha voluto spiegare fino in fondo il perché del suo gesto in diretta televisiva. “Non canto canzoni politiche, né di destra né di sinistra – ha scritto sui suoi canali social -. Canto quello che penso della vita da 30 anni. Che il fascismo sia una vergogna assoluta sembra ovvio a tutti. Non voglio che nessuno mi usi per propaganda politica. Non inventare ciò che non sono“.

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