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Lidia Ravera: "Una donna al Quirinale? Sarebbe bello ma la politica in Italia è un club maschile"

La scrittrice: "Ci vuole una donna forte, al Quirinale ma la forza delle donne non può che venire dalle altre donne"

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globalist

29 Novembre 2021


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La scrittrice Lidia Ravera non si fa illusioni: per quanto si dica convinta che “una donna Presidente della Repubblica sarebbe un bel segnale” è consapevole che “non rispecchia la situazione attuale: quello della politica è il club maschile per eccellenza’’. 

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La scrittrice sostiene che al Quirinale vorrebbe ”una donna così forte da essere in grado di cambiare il linguaggio, i tempi e i modi del lavoro politico, di riportarlo alla sua funzione originaria: quella di far vivere, alle cittadine e ai cittadini italiani, vite il più possibile serene, lontane dal bisogno, dalla solitudine, dalla violenza. Esiste una donna così forte?”, si domanda la scrittrice per poi rispondere di ”no, e non è un caso: la politica ha sempre escluso le donne o le ha scelte per cooptazione, privilegiando quelle che accettavano le regole del gioco”. 

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‘Ed è difficile – aggiunge Ravera – fare dei nomi. Perché, data la loro funzione gregaria, le donne non hanno avuto mai molta visibilità. Emma Bonino è un nome che si estrae dal cilindro tutte le volte che si fa ‘l’ipotesi donna’ per qualche ruolo apicale. Io la appoggerei come ministro degli Esteri, per la sua sensibilità ai problemi di Paesi come l’Afghanistan, dove è in corso una sorta di genocidio di genere, che offende e indigna tutte le donne del mondo”.

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Una scrittrice, una donna del ‘mondo della cultura’? ”Ah – dice ancora – sono due mondi così lontani! Quando, per 5 anni, sono stata assessore alla Cultura e alle Politiche giovanili, grazie allo spericolato Zingaretti, ho potuto misurare questa immane distanza, sulla mia pelle. Ho fatto molte piccole cose buone, ne avrei fatte di più se avessi accettato le regole del gioco. E avrei sofferto meno”.

 ”Ci vuole una donna forte, al Quirinale – conclude – ma la forza delle donne non può che venire dalle altre donne. Da un movimento di massa che irrompe nei palazzi e spalanca le finestre e fa entrare aria fresca. Aria nuova. Una scrittrice? Mi viene in mente soltanto Dacia Maraini, ma non vorrei sacrificarla per niente. La strada è ancora lunga per un’equa ripartizione del potere fra donne e uomini”.

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