Moni Ovadia: "Solidarizzo con Scalzo perché si batte per l'accoglienza, il più sacro dei diritti umani"

Il regista e drammaturgo finito nel mirino della destra perché il militante no-vax è accusato di aver picchiato un gendarme francese: "La violenza non mi appartiene, ammiro Emilio per il suo impegno"

Moni Ovadia

Moni Ovadia

globalist 22 settembre 2021

Lui (sbagliando) ha avuto parole di elogio per Giorgia Meloni, definendola politica di alto livello anche se - a giudizio di molti - i metodi sono gli stessi di Salvini e le fake news o le esagerazioni unilaterali sono sovrapponibili a quelli di Capitan Nutella.

Ad ogni modo ora la destra sta aggredendo Moni Ovadia strumentalizzando le sue parole e dimostrando (a nostro giudizio) che con questa destra sovranista, autoritaria e dispensatrice di odio non ci sono margini di dialogo.

 "Io ho espresso la mia solidarietà a Scalzo perché è un militante che si batte per la difesa del più sacro dei diritti umani e cioè l'accoglienza del supplice: va a difendere i migranti e quindi si batte per un principio universale. Non mi sognerei mai di dire che ha fatto bene a picchiare un poliziotto, i giornali di destra hanno strumentalizzato le mie parole''.

 

Così Moni Ovadia sugli attacchi social e sui siti di alcuni quotidiani di destra dopo le sue parole a sostegno del 66enne no tav Emilio Scalzo, arrestato su mandato di cattura europeo per aver picchiato un gendarme francese durante una manifestazione pro migranti oltre confine.

''Scalzo - sottolinea - è uomo che vive di una passione e che io ammiro profondamente. Si batte per i diritti degli ultimi e io lo difendo per questo, non perché ha picchiato un poliziotto. La violenza è una cosa che non mi appartiene. Oltre tutto non conosco le dinamiche dell'accaduto'', ammette l'attore.

"Sono una persona libera, non ho tessere di partito, sono un uomo libero che esprime delle idee e in quanto tale posso essere criticato - continua - se io dovessi insultare tutti quelli di cui non condivido le opinioni non mi basterebbero 24 ore. Comunque - dice ironico- se ho commesso un reato che mi mandino a processo". 

 E sugli insulti social contro di lui prosegue: ''So cosa c'è nelle cloache e non per questo vado a visitarle. Chi insulta e starnazza invece di argomentare non ha per me nessun valore. Che facciano critiche articolate. Il mio amico Vittorio Sgarbi stamattina mi mandato una frase molto giusta: 'Ti ricordo che anche i poliziotti sono proletari'. Condivido in pieno. Io ho tanti amici in polizia e so quanto sia difficile fare il loro mestiere''.

E lancia una frecciatina ai quotidiani di destra: ''Quando ho sostenuto che la Meloni era una politica di livello anche se sono agli antipodi mi hanno detto: 'Bravo Moni' e ora mi attaccano? - prosegue Ovadia - Io mi batto 'per' e non 'contro', sono un uomo che esprime sempre le sue idee e non lo faccio per spirito di fazione ma per spirito di adesione a un principio universale'' "In anni e anni di lavoro - rivela l'attore - ho avuto solo due inviti in tv: uno dalla Gruber quando ero con Tsipras e un altro da Formigli quindi evidentemente sono uno che è meglio non lasciar parlare perché dice quello che pensa -conclude - e dire quello che si pensa in questo paese è la cosa più rischiosa che si possa fare''.