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Giacomo Poretti racconta i suoi giorni con il Covid.19: "Pensavo alla morte, mi è rimasta un'ombra"

L'attore del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo racconta la malattia: "Io penso che in me rimarrà qualcosa. Io mi sono ammalato. Ho temuto per l'incolumità mia e dei miei familiari".

Giacomo Poretti e la moglie
Giacomo Poretti e la moglie

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20 Maggio 2020 - 20.52


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“Il virus se ne è andato, sbattendo qua e là contro porte e stipiti, ubriaco di tachipirina”. Così Giacomo Poretti, del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, parla al sito di Comunione e Liberazione (clonline.org) della sua esperienza con il coronavirus. “Sono stato malato, e mia moglie con me, a marzo. E ho avuto paura, molta”, aggiunge.
Quanto al dopo-Covid, afferma: “Io penso che in me rimarrà qualcosa. E non solo in me. Io mi sono ammalato, mi è capitato. Per diversi giorni, settimane, ho temuto per la mia incolumità e quella dei miei familiari. Pensavo alla morte. Cosa sarebbe successo a mio figlio?”
Giacomo si sente cambiato: “Il virus ormai se ne è andato da casa mia. Eppure quell’ombra è rimasta; dentro me, dentro casa. Non che non ci avessi mai pensato prima. Ma ora è diverso. E tanti amici mi raccontano la stessa cosa”.
Secondo l’attore, “questi due mesi hanno fatto pensare alle cose superflue che abbiamo in casa, per dirne una”. “C’è chi ha buttato via vecchi vestiti, libri, alcune cavolate: ‘Mia moglie mi ha messo lì gli scatoloni’. Sembra solo una pratica di pulizia, ma in realtà è molto di più. È il bisogno di andare all’essenziale. Come se il virus ci dicesse: ‘Ma di cosa hai bisogno davvero?’. Ce ne scorderemo magari, e riprenderemo a comprare come prima. Ma questo ci ha segnato”.

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