Trump prepara un ordine mondiale fondato sulle sfere d’influenza, mentre l’Europa resta senza una visione politica
Top

Trump prepara un ordine mondiale fondato sulle sfere d’influenza, mentre l’Europa resta senza una visione politica

Come procede l’ottobre di Donald Trump? E’ una domanda interessante per immaginare come potrebbe andare il suo novembr

Trump prepara un ordine mondiale fondato sulle sfere d’influenza, mentre l’Europa resta senza una visione politica
Preroll

globalist Modifica articolo

18 Ottobre 2026 - 13.05


ATF

Come procede l’ottobre di Donald Trump? E’ una domanda interessante per immaginare come potrebbe andare il suo novembre. La ricostruzione non può che cominciare con la storia di Ilhan Omar, deputata del Minnesota: il suo telefonino è stato sequestrato da agenti federali con l’intento dichiarato di rimuoverla dal Congresso e infine deportarla. Poco dopo, impegnato nella campagna elettorale in Arizona, Trump ha affermato che a quei funzionari pubblici che passino segreti militari alla stampa si dovrebbe sparare, un’antica prassi, ha aggiunto. 

E’ seguita la scoperta di milioni di dollari dei contribuenti spesi per pubblicità di stampo elettorale, con il chiaro intento di promuovere le politiche presidenziali, finché non è intervenuto un giudice. A quel punto il compito è stato trasferito al suo MAGA Inc. Political Action Committee, violando a detta di molti la legge sui finanziamenti elettorali. 

Anche il Dipartimento della Giustizia ha avuto molto da fare, vista l’inchiesta ordinata contro ABC, CBS, CNN, Fox News e NBC dopo la loro protesta contro l’esclusione di tre emittenti dal pool televisivo che copre la Casa Bianca. Altro lavoro ha impegnato il Dipartimento della Giustizia per la causa intentata alla California per bloccare, a operazioni elettorali in atto, 20mila presunti non elettori. Poi è noto l’impegno di un trilione di fondi federali per pagare 5mila dollari a elettore americano se lui vincesse le elezioni del 3 novembre. Anche le grande Corporations avrebbero avuto il loro da fare grazie a Donald: stando alla Washington Post avrebbero dovuto racimolare 333 milioni di dollari per contribuire alla sala da ballo che il Presidente intende costruire alla Casa Bianca.

Leggi anche:  Trump e il paradosso del diesel russo: salvare i prezzi del carburante rafforza Putin e indebolisce l’Occidente

Questo inizio d’ottobre contempla, come è più noto, anche le aperture del presidente americano a Putin, in quella che a guardar bene più che un’azione contro Zelensky e l’Ucraina, questa è evidente, appare una mossa per se stesso e contro l’Europa. Per se stesso perché Trump vorrebbe ottenere grazie a Putin un beneficio sul fronte dell’inflazione che gli costa molti consensi, a anche contro l’Europa perché report di stampa dicono che lui lavori in vista dell’imminente incontro novembrino con Xi in Asia ad aggregare nella grande sala dove incontrerà il presidente cinese anche quello russo. L’incontro a due, Xi e Trump, avrà certamente luogo, dopo il voto, in Cina, al vertice Apec, e nessuno ha smentito che possa essere a tre, come affermato da fonti ufficiali russe, e potrebbe ripetersi a dicembre, quando Trump e Xi si rivedranno a Miami per il vertice del G20: anche lì si potrebbe unire a  loro Putin, che del G20 fa parte. Andrà così? 

Al di là dell’esito elettorale, che qualora gli fosse avverso Trump potrebbe non riconoscere, il Presidente potrebbe immaginare (appare evidente) un ordine mondiale per macro aree d’influenza: non dunque un ritorno al bipolarismo ma il passaggio ad un ordine multipolare: si vedono ovviamente i suoi Stati Uniti, con il quasi totale controllo dell’America Latina, la Cina, la Russia, con ogni evidenza l’India. Dunque lo stile di governo di Trump tende a creare una “minore conflittualità” con i  nuovi partner? Se il partito è la fede cinese, il fondamentalismo induista è quella odierna di Delhi, quello evangelicale e pa fede di questa Washington e quello ortodosso è la fede di Mosca,  le visioni “compatibili” degli altri tre. Potranno fidarsi? Non lo so, ma un’Europa suddivisa su linee nazionaliste non potrebbe sognarsi quinto polo, ma troverebbe in una visione religiosa più “militante” la sua linea di compatibilità: sono le forze di influsso trumpian-putiniano a farlo immaginare. 

Leggi anche:  Trump attacca Ilhan Omar dopo averla fatta mettere sotto inchiesta e la gente urla: "Deportatela"

Ipotesi, forse a tinte troppo nette, ci sono sempre delle curva, delle pieghe, vedremo:  ma a mio avviso è in queste tinte che dovrebbe svolgersi la discussione sull’Occidente. E’ esistito, certamente, ed è esistito per la sua sfida antropologica al blocco sovietico, collettivista. Se Yalta per molti fu diversa da quel che spesso si dice, cioè fu un regolamento di conti tra la nuova potenza globale americana e i vecchi imperi coloniali europei (Francia e Gran Bretagna), con la scelta come altro campo del polo sovietico che mai, neanche in epoca zarista, ebbe il riconoscimento di un territorio così vasto, questo duopolio conflittuale diede vita a un vero scontro antropologico: chi è l’uomo? C’era la risposta del collettivismo sovietico e quella del liberalismo occidentale: diritti umani e diritto internazionale ne furono i segni. 

Dopo l’89 però la sfida antropologica è stata dimenticata: la storia era finita, il pensiero, l’antropologia finirono in soffitta. C’era una nuova visione, quella consumista, qualcuno come è noto aveva sentenziato da poco che la società non esiste. Oggi i grandi soggetti che emergono sembrano proporre una sviluppo coerente: fine della vecchia guerra tra Stati e grandi Corporations, nel segno del predominio di queste ultime ovviamente, con gli Stati che ne divengono promoter. E’ un mondo privatizzato dagli oligopoli quello che si intravede e la fede guerriera, senza antropologia, è compatibile, nel nome del bene che non si discute, messianico.

Leggi anche:  Trump aiuta Putin e scarica l’Ucraina: il prezzo politico del tradimento può arrivare alle elezioni di Midterm

Sarebbe interessante se gli europei avessero anche loro una loro visione, una proposta, ma io non la vedo. 

Native

Articoli correlati