Nuove tensioni nei Territori palestinesi occupati. A Gerusalemme Est e nell’area di Hebron si sono registrati episodi che hanno coinvolto sia le forze di sicurezza israeliane sia gruppi di coloni, alimentando un clima già segnato da forti contrasti e violenze.
Secondo il Governatorato di Gerusalemme, le forze di polizia israeliane sono intervenute mercoledì durante il funerale di Hussein Issa nei pressi di Bab al-Asbat (la Porta dei Leoni), nella Gerusalemme Est occupata. Le autorità palestinesi riferiscono che gli agenti hanno attaccato i partecipanti al corteo funebre, utilizzando gas lacrimogeni e proiettili rivestiti di gomma contro i presenti.
Nello stesso giorno, nella zona di Wadi Sa’ir, a nord-est di Hebron, in Cisgiordania, coloni israeliani hanno bloccato alcune strade utilizzando pietre e hanno imbrattato muri e abitazioni con scritte definite razziste e ostili dalla popolazione locale.
Secondo fonti sul posto, gli autori dell’azione proverrebbero da un avamposto coloniale sorto circa un anno e mezzo fa su terreni palestinesi nelle vicinanze. Le scritte e i blocchi stradali avrebbero interessato diverse aree della valle, aggravando le difficoltà di movimento degli abitanti.
Particolarmente colpita sarebbe la famiglia Al-Shalaldeh, residente a Wadi Sa’ir. I suoi membri denunciano da tempo una serie di aggressioni e pressioni, attribuite sia ai coloni sia alle forze israeliane. Tra gli episodi segnalati figurano incursioni nelle abitazioni, danneggiamenti alle proprietà, devastazioni di terreni agricoli e limitazioni all’accesso ai campi coltivati.
I due episodi si inseriscono in un contesto di crescente tensione nei Territori occupati, dove continuano a susseguirsi scontri, operazioni militari, attacchi dei coloni e proteste della popolazione palestinese, mentre la situazione sul terreno resta estremamente instabile.