Uno squilibrato fuori controllo. La Nato non ha fatto “assolutamente nulla” per aiutare gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. È l’ultimo attacco verbale di Donald Trump agli alleati occidentali, in una fase di crescente tensione internazionale e di ridefinizione degli equilibri geopolitici.
In un post pubblicato su Truth Social, interamente in maiuscolo, Trump si è scagliato contro i partner dell’Alleanza Atlantica, accusandoli di non aver contribuito in alcun modo alla campagna militare statunitense contro Teheran. Parole che si inseriscono in una retorica ormai consolidata, fatta di accuse dirette e toni sprezzanti nei confronti degli alleati storici di Washington.
“ I paesi della Nato non hanno fatto assolutamente nulla per aiutare contro la nazione folle, ora militarmente decimata, dell’Iran. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di nulla dalla Nato, ma ‘non dimenticate mai’ questo momento molto importante”, ha scritto l’ex presidente.
Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi mesi, Trump ha più volte preso di mira i partner europei, arrivando a definirli “codardi” e accusandoli di evitare sistematicamente i rischi nelle missioni internazionali. In precedenza, aveva anche sostenuto che durante la guerra in Afghanistan molti alleati si sarebbero tenuti lontani dalle aree più pericolose, lasciando agli Stati Uniti il peso maggiore delle operazioni militari.
Le dichiarazioni riflettono una visione profondamente critica del multilateralismo e delle alleanze tradizionali, pilastri della politica estera americana del secondo dopoguerra. Una linea che, se dovesse tradursi in azione politica, rischierebbe di incrinare ulteriormente i rapporti transatlantici in un momento già segnato da conflitti e instabilità.
Nel contesto attuale, le parole di Trump non sono solo un attacco retorico, ma un segnale politico preciso: la volontà di ridefinire il ruolo degli Stati Uniti nel mondo, anche a costo di mettere in discussione la fiducia reciproca con gli alleati storici.
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