Trump, delirio, minacce e elogi a Putin con messaggio mafioso: se non avrà la Groenlandia se ne ricorderà
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Trump, delirio, minacce e elogi a Putin con messaggio mafioso: se non avrà la Groenlandia se ne ricorderà

Richiamando il ruolo degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale per giustificare la sua pretesa, Trump ha affermato davanti alla platea internazionale: «Senza di noi, oggi parlereste tutti tedesco, o forse un po’ di giapponese».

Trump, delirio, minacce e elogi a Putin con messaggio mafioso: se non avrà la Groenlandia se ne ricorderà
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21 Gennaio 2026 - 18.28


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Donald Trump ha rilanciato con forza la sua richiesta di annettere la Groenlandia in un discorso straordinario pronunciato a Davos, affermando però che gli Stati Uniti non ricorrerebbero alla forza per impadronirsi di quella che ha definito «una grande, bellissima distesa di ghiaccio».

Rivolgendosi a migliaia di leader economici e politici riuniti al World Economic Forum nella località sciistica svizzera, il presidente statunitense ha dichiarato di voler «avviare negoziati immediati per tornare a discutere l’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti».

«Non voglio usare la forza. Non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia», ha detto. «Potete dire di sì, e ve ne saremo molto grati. Oppure potete dire di no, e ce ne ricorderemo».

Richiamando il ruolo degli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale per giustificare la sua pretesa, Trump ha affermato davanti alla platea internazionale: «Senza di noi, oggi parlereste tutti tedesco, o forse un po’ di giapponese».

Ha sostenuto che la Danimarca fosse stata travolta dalla Germania «dopo appena sei ore di combattimenti», costringendo gli Stati Uniti a intervenire «a costi enormi». Secondo Trump, solo Washington sarebbe oggi in grado di difendere «questa isola enorme e non protetta».

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«Per difenderla serve la proprietà», ha insistito. «Non puoi difenderla con un affitto. Chi diavolo vuole difendere un contratto di licenza o un leasing?»

In più passaggi, Trump è parso confondere la Groenlandia con l’Islanda, sostenendo che «l’Islanda» avesse provocato un calo dei mercati azionari martedì scorso, quando le borse erano scese in seguito alla sua minaccia di imporre nuovi dazi a otto Paesi europei.

La cessione della Groenlandia agli Stati Uniti, ha aggiunto, non rappresenterebbe una minaccia per la Nato. Ha anzi elogiato il «segretario generale eccellente» dell’Alleanza, salutando Mark Rutte presente in sala.

Trump è però tornato più volte sull’argomento secondo cui gli Stati Uniti sarebbero stati penalizzati all’interno della Nato, finanziando la difesa di altri Paesi europei. «Diamo così tanto e otteniamo così poco in cambio», ha detto, insinuando che il sostegno americano all’Alleanza potrebbe non essere ricambiato: «Noi ci siamo per la Nato al 100%. Non sono sicuro che loro ci sarebbero per noi». La difesa collettiva è uno dei principi fondanti dell’Alleanza atlantica.

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Nel corso di un intervento lungo e disordinato, il presidente ha anche rivendicato quella che ha definito una svolta economica storica negli Stati Uniti e ha respinto l’idea di quella che ha chiamato la «nuova truffa verde», ovvero la transizione dai combustibili fossili alle energie pulite.

«Voglio che l’Europa prosperi, voglio che il Regno Unito prosperi: siedono su una delle più grandi fonti di energia al mondo e non la usano», ha detto. «Ci sono pale eoliche dappertutto in Europa, sono ovunque, e sono un fallimento».

Trump ha elencato una serie di presunti successi economici ottenuti nei primi dodici mesi del suo secondo mandato, tra cui «un’inflazione praticamente inesistente», il calo dei prezzi della benzina e una crescita economica rapida.

Ha poi attaccato il suo predecessore democratico Joe Biden: «Con lui eravamo un Paese morto. Ora siamo il Paese più dinamico del mondo».

Trump è arrivato in Svizzera con qualche ritardo mercoledì, dopo che un guasto elettrico all’Air Force One lo aveva costretto a cambiare aereo, ma ha comunque liberato l’agenda per intervenire in tempo all’evento.

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La minaccia lanciata nel fine settimana dal presidente di imporre dazi punitivi a otto Paesi europei, accusati di ostacolare la sua rivendicazione sulla Groenlandia, ha dominato le discussioni a Davos per tutta la settimana.

Il primo ministro canadese Mark Carney, intervenendo martedì al forum, aveva messo in guardia i Paesi di media grandezza, invitandoli a unirsi di fronte alla «coercizione» statunitense: «Le potenze medie devono agire insieme, perché se non siamo al tavolo, siamo nel menù».

Trump ha risposto direttamente a Carney nel suo discorso, sostenendo che il Canada avrebbe ricevuto «molti favori gratuiti» dagli Stati Uniti. «Il Canada esiste grazie agli Stati Uniti: ricordalo, Mark, la prossima volta che fai certe dichiarazioni».

Carney è stato solo uno dei numerosi bersagli del discorso, durato oltre un’ora. Tra gli altri, anche la Svizzera, il presidente francese Emmanuel Macron, il presidente uscente della Federal Reserve Jerome Powell e la deputata statunitense di origine somala Ilhan Omar.

In netto contrasto, Trump ha invece dichiarato di avere «un ottimo rapporto» con il presidente russo Vladimir Putin e con il presidente cinese Xi Jinping.

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