Donald Trump ha rilanciato e inasprito le sue minacce di acquisire la Groenlandia, affermando che gli Stati Uniti «faranno qualcosa lì, che piaccia o no».
Parlando durante un incontro alla Casa Bianca con dirigenti del settore petrolifero e del gas, il presidente statunitense ha giustificato le sue dichiarazioni sostenendo che, in caso contrario, «Russia o Cina prenderanno il controllo della Groenlandia». «E noi non avremo Russia o Cina come vicini», ha aggiunto. Trump ha poi chiarito: «Faremo qualcosa con la Groenlandia, o nel modo gentile o in quello più difficile».
Le sue dichiarazioni arrivano in un clima di crescenti tensioni tra gli Stati Uniti e i loro alleati della Nato, in particolare la Danimarca, a causa dei ripetuti tentativi dell’amministrazione Trump di assumere il controllo del territorio artico, che gode di un’ampia autonomia. Sia il governo danese sia le autorità groenlandesi hanno respinto con fermezza questa prospettiva.
Nonostante le critiche della premier danese Mette Frederiksen, che ha avvertito come un’eventuale azione militare statunitense contro la Groenlandia segnerebbe la fine della Nato e dell’assetto di sicurezza nato dopo la Seconda guerra mondiale, Trump continua a sostenere di essere un convinto difensore dell’Alleanza. «Se non fosse stato per me, oggi la Nato non esisterebbe», ha dichiarato. «Ma non permetteremo a Russia o Cina di occupare la Groenlandia: è quello che accadrebbe se non intervenissimo».
Trump aveva già manifestato pubblicamente interesse per la Groenlandia nel 2019, durante il suo primo mandato, proponendo di acquistarla. L’idea era stata allora respinta con decisione dai leader danesi e groenlandesi.
Nelle ultime settimane il presidente ha riportato la questione al centro del dibattito, soprattutto dopo l’attacco statunitense al Venezuela e la cattura del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, un episodio che segnala un atteggiamento sempre più aggressivo della Casa Bianca sul piano internazionale. Trump ha dichiarato di avere «un disperato bisogno» della Groenlandia, definendola una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
Intanto, la popolazione groenlandese continua a opporsi all’ipotesi di entrare a far parte degli Stati Uniti: secondo un sondaggio del 2025, l’85% dei cittadini è contrario. Anche negli Stati Uniti il consenso è molto limitato: solo il 7% degli americani sostiene l’idea di un’eventuale invasione militare del territorio.
La Groenlandia non è stato l’unico tema affrontato da Trump. Il presidente ha anche avvertito che Washington interverrà contro il regime iraniano qualora le autorità di Teheran dovessero reprimere con la violenza le proteste in corso nel Paese. Definendo l’Iran «nei guai seri», Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti colpiranno duramente se il regime tornerà a uccidere manifestanti. «È meglio che non inizino a sparare», ha concluso, «perché allora inizieremo a sparare anche noi».