Il nuovo anno arriva a Gaza non con gioia o speranza, ma con il rombo dei caccia, dei droni e il fragore assordante delle esplosioni.
Almeno 17 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi ai campi profughi di Jabalia e Bureij. Inoltre, le famiglie palestinesi di specifici isolati nel campo profughi di Bureij hanno ricevuto nuovi ordini di evacuazione, a seguito del lancio di razzi da quell’area verso le comunità israeliane.
In questo momento, ossia nelle prime ore del 2025, queste famiglie stanno cercando di abbandonare i quartieri densamente popolati, portando con sé ciò che resta dei loro averi. Le strade, un tempo piene delle risate dei bambini, risuonano ora di grida spaventate e di passi in cerca di rifugio.
Non sono solo le bombe israeliane e gli sfollamenti forzati a mettere in ginocchio i palestinesi, ma anche il freddo intenso. Molti di loro vivono in tende, senza abiti invernali adeguati, cercando di affrontare la situazione con mezzi primitivi per riscaldarsi.