Israele si oppone alle sanzioni sul suo battaglione di estremisti di destra noto per i suoi abusi contro i palestinesi
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Israele si oppone alle sanzioni sul suo battaglione di estremisti di destra noto per i suoi abusi contro i palestinesi

Israele respinge con forza l'ipotesi di sanzioni degli Usa, per «violazioni dei diritti umani» in Cisgiordania, al Battaglione Idf `Netzach Yehuda´.

Israele si oppone alle sanzioni sul suo battaglione di estremisti di destra noto per i suoi abusi contro i palestinesi
Militari israeliani del battaglione Netzach Yehuda
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22 Aprile 2024 - 01.52


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Israele respinge con forza l’ipotesi di sanzioni degli Usa, per «violazioni dei diritti umani» in Cisgiordania, al Battaglione Idf `Netzach Yehuda´. Il premier Benyamin Netanyahu, e anche il ministro Benny Gantz, sono andati all’attacco: il «massimo dell’assurdità», reagisce il primo ministro evocando un’opposizione «con i tutti i mezzi» a disposizione del governo. Se è calma relativa con l’Iran, non si fermano i raid su Gaza e le operazioni militari in Cisgiordania mentre Israele si appresta a celebrare la Pasqua ebraica che comincia domani sera e che vede rafforzate le misure di sicurezza in tutto Israele, Gerusalemme compresa.

Autorità della Striscia di Gaza denunciano 22 morti, di cui 18 minori, in un attacco israeliano a Rafah, mentre l’agenzia palestinese Wafa ha parlato di 14 morti nei pressi di Tulkarem in scontri di uomini armati con l’esercito. E, secondo Al Jazeera, 180 corpi sono stati trovati finora in una fossa comune nei pressi dell’ospedale Nasser a Khan Yunis a due settimane dal ritiro dell’esercito israeliano.

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La Pasqua ebraica non fermerà comunque l’azione di Israele. «Nei prossimi giorni aumenteremo la pressione militare e politica su Hamas perché questo è l’unico modo per liberare i nostri ostaggi e ottenere la vittoria», annuncia Netanyahu in un videomessaggio pre-pasquale condiviso online. Ma è la minaccia di sanzioni all’unità militare ad allarmare il gabinetto di guerra israeliano: sarebbe la prima volta e le misure restrittive vieterebbero al battaglione e ai suoi membri di ricevere qualsiasi tipo di assistenza o addestramento militare statunitense. Il Battaglione in questione (97/esimo) è stato fondato nel 1999 e via via è salito a circa mille soldati, nella quasi totalità religiosi `haredim´. Ora è impiegata nella guerra a Gaza. «In un momento in cui i nostri soldati combattono i mostri del terrore, l’intenzione di sanzioni a un’unità dell’Idf è il massimo dell’assurdità e un basso livello morale», s’infuria Netanyahu. Si propone di parlarne con il segretario di Stato Usa Antony Blinken Benny Gantz, leader centrista in ottimi rapporti con gli Usa, che parla di «un precedente pericoloso che invia anche un messaggio sbagliato ai nostri nemici comuni in tempo di guerra». L’esercito dal canto suo si è limitato a osservare che «se una decisione in tal senso sarà presa, sarà esaminata».

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Anche se l’operazione a Rafah non è ancora partita ufficialmente, è il secondo giorno di pesanti raid. Quello di oggi, secondo il Guardian che cita funzionari sanitari che operano nella Striscia, si è svolto in due tempi uccidendo prima «una coppia e il loro bambino» e poi una famiglia intera. Il bilancio parla di 22 persone in tutto, di cui 18 minori. In Cisgiordania, la Wafa ha riferito che nel campo profughi di Nur Shams, presso Tulkarem, sono stati uccisi 14 palestinesi. L’Idf ha parlato di un’operazione antiterrorismo della durata di 50 ore nel corso della quale «sono stati uccisi 14 uomini armati, arrestati 15 palestinesi ricercati e distrutte decine di esplosivi». Dieci soldati israeliani sarebbero rimasti feriti.

Al 198/giorno di guerra – mentre i morti a Gaza sono oltre 34mila a Gaza – Hamas ha avvertito che il via libera degli aiuti militari degli Stati Uniti a Israele è «la luce verde per l’aggressione» nella Striscia, «una licenza e un via libera al governo estremista sionista per continuare la brutale aggressione contro il nostro popolo».

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Intanto nuovi dettagli e conferme sull’attacco di Israele all’Iran arrivano da immagini satellitari. Iran International mostra fotografie che sembrano confermare l’attacco al radar del complesso di difesa dell’impianto nucleare di Natanz, a circa 120 chilometri da Isfahan. Secondo quanto rivelato dal New York Times l’attacco è stato effettuato utilizzando missili lanciati a distanza da aerei da combattimento e gli aerei israeliani non sarebbero entrati nello spazio aereo iraniano. Ma l’Iran continua a minimizzare e la Guida suprema Ali Khamenei ha ribadito che Teheran ha mostrato la sua potenza durante l’attacco a Israele, pur invitando le forze armate a «perseguire incessantemente l’innovazione militare e ad apprendere le tattiche del nemico»

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