Ucraina, Macron non esclude in futuro l'invio delle truppe occidentali
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Ucraina, Macron non esclude in futuro l'invio delle truppe occidentali

 Il presidente francese Emanuel Macron non esclude un invio di truppe occidentali in futuro in Ucraina e da subito si impegna per la fornitura «di missili e bombe di media e lunga gittata a Kiev»

Ucraina, Macron non esclude in futuro l'invio delle truppe occidentali
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27 Febbraio 2024 - 00.58


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 Il presidente francese Emanuel Macron non esclude un invio di truppe occidentali in futuro in Ucraina e da subito si impegna per la fornitura «di missili e bombe di media e lunga gittata a Kiev»: a due anni dall’invasione russa Macron riunisce una ventina di leader occidentali nella Conferenza dei paesi alleati per il sostegno all’Ucraina.

Una riunione che finisce poco prima di mezzanotte. Nessuna decisione, invece, sulla fornitura dei «Rafale» francesi, i caccia sui quali si discute da mesi ma per i quali Parigi si limita a proseguire ad assicurare una «formazione» agli ucraini.

Al termine della lunga riunione, alle presenza del cancelliere tedesco Olaf Scholz, del ministro degli Esteri britannico David Cameron, del capo del governo spagnolo, Pedro Sanchez e di altri leader – per l’Italia il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli – Macron ha preso la parola per annunciare che «l’obiettivo da perseguire è evitare che la Russia vinca questa guerra». Per fare questo, non deve essere «più escluso» in futuro l’invio di truppe occidentali nel paese invaso: «Oggi non c’è un consenso per inviare in maniera ufficiale, assumendosene la responsabilità, delle truppe di terra. Ma in prospettiva, nulla deve essere escluso. Faremo tutto quello che serve affinché la Russia non possa vincere questa guerra».

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L’altra decisione è quella di creare una «coalizione» per «fornire missili e bombe di media e lunga portata» a Kiev: si tratta di una «nona coalizione che si aggiunge alle 8 già esistenti, incaricata degli attacchi in profondità e dunque con missili e bombe di media e lunga gittata. Organizzeremo questa coalizione – ha assicurato – a partire da questa sera».

All’Eliseo, per questa conferenza che giunge due giorni dopo la prima riunione virtuale del G7, guidata da Kiev dalla premier Giorgia Meloni e alla quale il presidente francese non ha partecipato, il presidente francese aveva chiamato tutti a serrare le fila per gli aiuti a Kiev, esortando ad una «riscossa».

«Oggi – aveva detto Macron ricevendo gli ospiti – è in gioco la sicurezza di noi tutti». Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, era apparso allarmato sia per la lentezza degli invii di armi dall’Ue sia per il braccio di ferro sugli aiuti in corso negli Usa. «Milioni di ucraini saranno uccisi se il Congresso americano non approverà il piano di aiuti voluto dal presidente Biden», ha detto oggi il capo dello stato ucraino. Macron, da parte sua, ha ricordato l’escalation di Mosca, «che si è purtroppo manifestata con la morte di Alexei Navalny». «Sul fronte ucraino – ha continuato – le posizioni sono sempre più dure e noi sappiamo che la Russia prepara nuovi attacchi, in particolare per spaventare l’opinione pubblica ucraina».

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«La Russia – ha continuato il presidente francese – non può e non deve vincere questa guerra», non solo per la sua sicurezza, ma anche «per garantire la sicurezza collettiva di noi tutti, oggi e domani». Prima ancora di partecipare a distanza alla conferenza, Zelensky aveva alzato la voce con gli alleati: «Dei milioni di proiettili che l’Unione europea ci ha promesso, purtroppo non è arrivato il 50%, ma il 30%». 

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