Epifania di sangue in Ucraina: le bombe russe uccidono undici persone tra cui 5 bambini
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Epifania di sangue in Ucraina: le bombe russe uccidono undici persone tra cui 5 bambini

Nell'Epifania in Ucraina, la tragedia si è consumata con i continui attacchi alle regioni coinvolte nel conflitto. L'ultimo, avvenuto nel distretto di Pokrovsk nel Donetsk

Epifania di sangue in Ucraina: le bombe russe uccidono undici persone  tra cui 5 bambini
Bombardamento russo in Ucraina
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6 Gennaio 2024 - 23.19


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Nell’Epifania in Ucraina, la tragedia si è consumata con i continui attacchi alle regioni coinvolte nel conflitto. L’ultimo, avvenuto nel distretto di Pokrovsk nel Donetsk, ha causato la morte di undici persone, tra cui cinque bambini, a causa di un attacco con missili russi. È un’ulteriore testimonianza della violenza costante che continua a colpire duramente i civili in questa zona.

Altre otto persone sono rimaste ferite negli attacchi che «non passeranno senza conseguenze per lo stato terrorista. Dobbiamo garantirlo con la nostra forza, la nostra difesa e le nostre capacità politiche», ha commentato il presidente ucraino Zelensky, sottolineando che il raid ha preso di mira «edifici residenziali e case private».

Ma non è solo il Donetsk a sanguinare. A sud, le truppe russe hanno bombardato la regione di Kherson 112 volte in 24 ore, con una persona che è rimasta uccisa e cinque ferite, ha riferito il governatore Oleksandr Prokudin. I raid di Mosca hanno raggiunto anche la regione di Khmelnytskyi, mentre Kiev continua a puntare le sue armi sulla Crimea occupata: l’aeronautica ucraina ha annunciato di aver colpito e reso inagibile, durante la notte, la base aerea russa di Saki, nell’ovest della penisola. Un successo rivendicato dopo che Mosca aveva riferito di aver abbattuto 4 missili ucraini sulla regione in mano ai russi dal 2014.

Mentre la diplomazia non trova il giusto slancio per uno spiraglio di pace, a parlare restano soprattutto le armi, con i missili nordcoreani entrati in pieno negli arsenali russi mentre restano i timori per un Occidente in difficoltà nel trovare certezze sulla fornitura di aiuti – militari e non – per Kiev. La Danimarca ha riferito che ritarderà al secondo trimestre dell’anno la consegna dei primi caccia F-16 all’Ucraina, dopo aver valutato che i piloti ucraini addestrati al loro uso non sono ancora pronti, e prevede che lo saranno in primavera. Intanto, la Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu in relazione alla fornitura di armi dei partner all’Ucraina, rispondendo così alla richiesta dei Paesi occidentali di un analogo incontro per parlare dell’invio di armi alla Russia da Pyongyang, negato dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

E con la guerra ormai sempre più vicina a compiere due anni, si valutano i possibili scenari sul futuro, mentre il fronte inghiotte le vite di migliaia di truppe di entrambi gli schieramenti: secondo il ministero della Difesa britannico, Mosca ha registrato un incremento delle perdite l’anno scorso con una media di 300 vittime militari al giorno. «E se i numeri continueranno al ritmo attuale nel prossimo anno, la Russia avrà perso oltre mezzo milione di uomini in Ucraina» entro il 2024, sostiene Londra.

Ma non saranno le perdite sul terreno a fermare Mosca, anzi: secondo l’ultimo rapporto del think tank americano Institute for the Study of War (Isw), gli invasori potrebbero intensificare i loro sforzi per conquistare Kupiansk nelle prossime settimane, dato che le loro forze nell’area sono meno provate di quelle che tentano di avanzare altrove. 

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