Appello a Lula: negozi con Londra per dare asilo a Julian Assange in Brasile
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Appello a Lula: negozi con Londra per dare asilo a Julian Assange in Brasile

Appello inviato al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva in cui gli chiedono di negoziare con la Gran Bretagna la concessione di un asilo in Brasile per il giornalista australiano Julian Assange.

Appello a Lula: negozi con Londra per dare asilo a Julian Assange in Brasile
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29 Giugno 2023 - 16.24


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Ottima iniziativa: migliaia di persone – ex ministri, intellettuali, leader politici, sindacalisti e ricercatori – hanno sottoscritto un appello inviato al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva in cui gli chiedono di negoziare con la Gran Bretagna la concessione di un asilo in Brasile per il giornalista australiano Julian Assange.

Il gruppo, sottolinea il quotidiano O Globo, chiede al capo dello Stato di promuovere uno «sforzo internazionale» a favore del fondatore di WikiLeaks, accusato di aver pubblicato illegalmente documenti delle forze armate Usa.

I firmatari dell’appello ricordano che, se estradato negli Usa, Assange potrebbe essere condannato fino a 175 anni di carcere «per aver rivelato fatti autentici riguardanti gli Stati Uniti.

«Concretamente – si dice nel documento firmato da 2.897 personalità brasiliane – proponiamo (a Lula) di promuovere uno sforzo internazionale insieme ad altri Paesi – a partire dai Brics e dal G20 – per ottenere l’accettazione di questo asilo politico da parte del governo britannico».

Se accettasse di avviare una simile iniziativa direttamente con la Gran Bretagna, si assicura, «il governo brasiliano sarebbe sostenuto, fra gli altri, da personalità di fama mondiale come papa Francesco, l’attore Leonardo Di Caprio, la cantante Anitta, il Premio Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel, il compositore e scrittore Chico Buarque de Holanda, e giornalisti vincitori del Premio Pulitzerm come Seymour Hersh».

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«Crediamo – si dice infine – che, a prescindere dal risultato, questo vigoroso sforzo in difesa di Assange contribuirà a consolidare ulteriormente la posizione umanitaria e progressista del governo brasiliano nel mondo.

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