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Ucraina, l'unica strada passa per mettere tutti intorno a un tavolo: la pace si fa con il nemico

Il muro contro muro prolunga solo la guerra e bisogna trovare una alternativa. E non c'è che quella. Per quanto Putin sia un autocrate che imprigiona e uccide gli avversari

Ucraina, l'unica strada passa per mettere tutti intorno a un tavolo: la pace si fa con il nemico

Claudio Visani Modifica articolo

12 Ottobre 2022 - 17.16


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Chi è l’aggressore e chi l’aggredito in questa orribile storia è chiaro a tutti. Che Putin sia l’autocrate di una Russia senza democrazia e libertà che reprime il dissenso, la stampa libera, imprigiona e uccide gli oppositori al regime, è noto a qualsiasi persona informata e di buon senso. Che gli ucraini abbiano tutti i diritti di difendersi e di rivendicare l’integrità territoriale del loro Stato, lo è altrettanto; semmai il dubbio è che Zelensky sia il nuovo Churchill del mondo libero, ma questo è un altro discorso. Che la guerra sia “la prosecuzione della politica con altri mezzi” (Von Clausewitz) l’abbiamo studiato a scuola. Che sia anche “la più aberrante, diffusa e costante violazione dei diritti umani” lo ripeteva sempre Gino Strada. Che sia in ogni caso “una pazzia” ce lo ricorda un giorno sì e l’altro pure Papa Francesco

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Sta di fatto che nella storia del mondo i potenti, in specie le potenze imperiali in fase di declino e che si sentono minacciate, sono sempre ricorse alla guerra per rafforzare o tentare di salvare il loro potere e la loro influenza. Esattamente ciò che sta accadendo anche oggi, a tutte le latitudini. “L’abbaiare militare della Nato” ai confini della Russia e l’abbaiare economico della Cina all’America sono le due facce della stessa medaglia nel gioco geopolitico. 

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In attesa di un mondo migliore in cui l’uomo “impari a vivere senza ammazzare” (Guccini, Auschwitz) e dove si avveri il sogno di Strada (“Abolire la guerra è l’unica speranza per l’umanità”), i conflitti armati si sono sempre conclusi con la distruzione dell’avversario o con la pace. Ora, pensare alla distruzione del nemico in una guerra dove sono in campo potenze nucleari (Russia e Nato) mi sembra pura follia. Ma anche immaginare che l’Ucraina possa vincere o rovesciare lo Zar mi sembra fuori alla realtà. Così come mi pare azzardato ipotizzare, come è stato esplicitamente detto dagli Usa, che si possa ridurre la Russia a una potenza regionale: la Russia è imperiale o non è. 

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Se questa è la situazione, per fermare la guerra resta solo la pace. E la pace, da sempre, si fa col nemico. Anche se ha torto marcio. Direte, ma è Putin che non vuole la pace. È lui che finora ha rifiutato ogni ipotesi di mediazione, dialogo, trattativa che non parta dal riconoscimento delle sue occupazioni militari e politiche in Ucraina. Bene. Dopo di che qual è l’alternativa? Seguire Zelensky che vieta la trattativa per legge e dichiara che parlerà con la Russia solo quando si sarà ripreso il Donbass e la Crimea e non ci sarà più Putin al Cremlino? Armi, armi, armi? L’ulteriore escalation e allargamento del conflitto? La terza guerra mondiale con l’uso delle armi nucleari tattiche che tutti sembrano avere una gran voglia di sperimentare? 

Al punto in cui siamo l’unica strada ragionevole è quella di tentare ciò che finora non è stato mai davvero tentato: provare a mettere le parti attorno a un tavolo per ottenere un cessate il fuoco, aprire il dialogo e cercare un compromesso ragionevole in attesa di una pace giusta, da conquistare con la politica e non con le armi.

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Un’iniziativa che dovrebbe vedere impegnati tutti gli attori di questa crisi mondiale: naturalmente l’Ucraina, le potenze imperiali che stanno giocando la loro partita sulla nostra pelle (Usa, Cina, Russia, Turchia), l’Onu, l’Ue, i capi di stato e i leader politici dei paesi europei che hanno di fatto la guerra in casa e ne pagano i costi più alti, in primis Germania, Francia e Italia, le società civili e i movimenti per la pace di questi paesi. Dite che è illusorio? Che sono un ingenuo? Che c’è pace e pace e la pace che non passa per la sconfitta della Russia non è pace? Che sono un putiniano? Ma se non è questo il momento di mobilitarci tutti per porre fine alla catastrofe, quando? Altro che – lasciatemelo dire – lo spettacolo triste e desolante che stiamo vedendo in questi giorni con le forze di centrosinistra a caccia di distinzioni anche sulla pace.

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