L'Europarlamento condanna l’Ungheria (Lega e Fdi si oppongono): "Non può più essere considerata una democrazia"
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L'Europarlamento condanna l’Ungheria (Lega e Fdi si oppongono): "Non può più essere considerata una democrazia"

L'Europarlamento ha approvato una relazione in cui si condanna la passività della Ue nei confronti del Paese di Orban che, nel frattempo, "è diventata un'autocrazia elettorale". Lega e Fratelli d'Italia hanno votato contro.

L'Europarlamento condanna l’Ungheria (Lega e Fdi si oppongono): "Non può più essere considerata una democrazia"
Viktor Orban
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15 Settembre 2022 - 15.11


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“L’Ungheria non può essere più considerata una democrazia”. La durissima risoluzione è scaturita dall’ultima riunione del Parlamento Europeo, che ha approvato a maggioranza una relazione della Ue sull’operato del governo di Budapest. La situazione nel Paese danubiano si è degradata a tal punto che è diventato una «autocrazia elettorale». E’ quanto sostiene l’Aula, che ha approvato con 433 voti favorevoli, 123 contro e 28 astensioni, la relazione in cui si stigmatizza «l’inazione» dell’Ue, che ha «peggiorato le cose» e si raccomanda che l’erogazione dei fondi per la ripresa a Budapest sia sospesa «finché il Paese non si allineerà alle raccomandazioni dell’Ue e alle decisioni della giustizia comunitaria. Per l’Aula «ogni ritardo nella procedura legata all’articolo 7 equivarrebbe ad una violazione dello Stato di diritto da parte del Consiglio».

Vengono condannati gli «sforzi deliberati e sistematici» dell’Ungheria contro i valori dell’Ue e si chiedono «risultati» per quanto riguarda la procedura ex articolo 7. I deputati chiedono alla Commissione di fare uso di tutti gli strumenti a sua disposizione, in particolare il meccanismo di condizionalità a tutela del bilancio Ue, che protegge i fondi comunitari dalle violazioni dello Stato di diritto. Le principali preoccupazioni dei deputati riguardano l’indipendenza della magistratura, la corruzione, i conflitti di interesse, la libertà di espressione e il pluralismo dei media, la libertà accademica, quella religiosa, la libertà di associazione, l’uguaglianza di trattamento, inclusi i diritti delle persone Lgbt, i diritti dei minori, dei migranti e dei richiedenti asilo, del funzionamento del sistema elettorale e costituzionale.

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La relatrice Gwendoline Delbos-Corfield, francese dei Verdi, sottolinea che «le conclusioni della relazione sono chiare e inequivocabili: l’Ungheria non è più una democrazia. Era fondamentale che il Parlamento prendesse posizione, tenendo conto dell’urgenza e della gravità degli attacchi contro lo Stato di diritto in Ungheria. Oltre a riconoscere la strategia autocratica di Fidesz (il partito guidato da Viktor Orban, che oggi nel Parlamento è tra i Non Iscritti dopo essere uscito dal Ppe, ndr), una grande maggioranza dei deputati sostiene questa posizione, che è una prima assoluta per il Parlamento. Dovrebbe essere un campanello d’allarme per Commissione e Consiglio».

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