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Ucraina, dall'inizio della guerra sono morti 5 bambini al giorno: il report di Save the Children

Tra il 24 febbraio e il 10 agosto sarebbero almeno 942 i bambini che hanno perso la vita.

Ucraina, dall'inizio della guerra sono morti 5 bambini al giorno: il report di Save the Children
Un padre con suo figlio

globalist Modifica articolo

22 Agosto 2022 - 14.56


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Save the Children, una delle principali onlus a tutela dei bambini, afferma che quantomeno il 16% dei bambini che hanno perso la vita a causa del conflitto russo-ucraino avrebbe meno di cinque anni.

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Tra il 24 febbraio e il 10 agosto almeno 942 bambini sono stati uccisi o feriti in Ucraina – una media di cinque bambini al giorno – con 356 bambini che hanno perso la vita e 586 feriti. Secondo l’Onu, il numero totale delle vittime è probabilmente molto più alto di quello attualmente accertato e non si conosce l’età esatta di tutti i bambini coinvolti. La maggior parte delle vittime infantili accertate sono legate all’uso di armi esplosive in aree urbane popolate.

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A Kharkiv, una città prima piena vita, i bombardamenti incessanti hanno danneggiato più di 600 edifici nel primo mese di guerra, secondo i funzionari della città ucraina, compresi asili, scuole e strutture sanitarie. Dana, 29 anni, e sua figlia Antonina, 2 anni, sono fuggite da Kharkiv a marzo, al culmine dei bombardamenti sulla città. Prima di riuscire a fuggire dalla città, si sono rifugiate in una cantina da cui sentivano il rumore degli attacchi aerei sopra la loro testa. «Antonina sentiva tutte le esplosioni e aveva paura, non riusciva a dormire. Quando la stessa cosa accade qui si spaventa e chiede: `È scoppiato qualcosa, mamma. Cosa è esploso?´. Con una bambina di soli due anni e mezzo, non posso spiegarle che c’è una guerra in corso e che i bambini stanno morendo. È troppo piccola», ha raccontato Dana, che rassicura sua figlia dicendole che i forti boati che sente sono tuoni.

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Questa tattica, però, non funziona con i nipoti più grandi, che sono più consapevoli di ciò che sta accadendo. «Fanno molte domande. Uno dei miei nipoti – ha aggiunto Dana – ha nove anni e chiede: `Morirò anch’io?´. I suoi genitori fanno fatica a trovare le parole giuste per rispondergli. La mia nipotina di cinque anni chiede: `Quando sarò grande, dovrò ancora correre subito verso l’uscita quando c’è una sirena?´. Loro capiscono (che questo non è normale, n.dr.)».

 In alcune zone del Paese i bambini stanno crescendo in prima linea in una guerra brutale che trasforma le aree urbane in campi di battaglia, causa morti e feriti gravi che vedranno la loro vita segnata per sempre, e distrugge le infrastrutture necessarie a garantire l’accesso a cibo e all’acqua indispensabili per vivere, rimarca Save the Children. Milioni di bambini ucraini sono fuggiti dalle loro case. Si stima che 3,1 milioni di bambini vivano come rifugiati nei Paesi vicini e 3 milioni circa siano sfollati all’interno dell’Ucraina. «Anche se i bambini in Ucraina non hanno nulla a che fare con le cause della guerra, sono quelli più colpiti. Crescono al suono delle bombe e dei bombardamenti, alla vista delle loro case distrutte, delle scuole danneggiate e dei loro amici e familiari uccisi o feriti», ha dichiarato Sonia Khush, direttrice di Save the Children in Ucraina.

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 Anche se le città di tutto il Paese sono in prima linea in una guerra devastante, gli operatori di Save the Children stanno assistendo ad atti di speranza e resilienza in tutto il Paese. A Bucha, ad esempio, gravemente danneggiata dai bombardamenti dell’inizio dell’anno, la comunità si è riunita per ricostruire un parco giochi per bambini ormai distrutto. «I bambini hanno bisogno di qualcosa di più degli aiuti umanitari, hanno bisogno di speranza: speranza che questa guerra finisca, speranza di poter tornare a casa e speranza di un futuro luminoso. Senza un sostegno adeguato e un’immediata cessazione delle ostilità, l’Ucraina non solo diventerà un cimitero per un numero ancora maggiore di bambini, ma anche per le loro speranze e i loro sogni», ha aggiunto Sonia Khush.

Dana e Antonina vivono ora a Dnipro, dove Save the Children le sostiene con generi di prima necessità e cibo grazie alla collaborazione con un partner locale, Pomagaem. Dana spera di tornare a Kharkiv il mese prossimo, se sarà possibile farlo in sicurezza. I suoi amici e la sua famiglia sono sparsi in tutto il Paese e vivono ovunque abbiano potuto rifugiarsi quando la guerra si è intensificata sei mesi fa. «Viviamo un giorno alla volta, e questo è tutto. Non siamo venuti qui (a Dnipro, n.dr.) per starci per sempre, torneremo a casa, in ogni caso», sottolinea Dana. Save the Children chiede l’immediata cessazione delle ostilità come unico modo per proteggere i bambini dalla violenza e da altre violazioni dei loro diritti. L’organizzazione condanna gli attacchi alla popolazione e alle infrastrutture civili, tra cui scuole e ospedali, e l’uso di missili balistici e altre armi esplosive che causano vittime tra i civili e violano il diritto umanitario internazionale

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