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Italia Viva, il pronostico di Renzi: "La maggioranza reggerà fino al 2023"

Matteo Renzi non mette in discussione il premier Draghi: "Lui può fare tutto, ora lasciamolo lavorare. Per la gestione dell'emergenza profughi ucraini servirebbe un commissario"

Italia Viva, il pronostico di Renzi: "La maggioranza reggerà fino al 2023"
Matteo Renzi

globalist

19 Aprile 2022 - 10.26


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Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi fa il punto sulla maggioranza. La tenuta del governo non è a rischio e la legislatura giungerà al suo naturale termine. “La destra ha dubbi sul catasto, ma sta trovando un’intesa con Draghi – fa notare il senatore intervistato dal Corriere della Sera -. Sulla giustizia noi pensiamo che la riforma sia inutile. Non dannosa come lo era quella di Bonafede: semplicemente inutile. E dunque ci asteniamo”.

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“Ma se ci fosse stata la fiducia avremmo votato a favore, in nome di un superiore interesse politico”, precisa. Stando a questa ricostruzione, “non vedo drammi, ma solo serietà da parte nostra” afferma Renzi. “La maggioranza reggerà fino al 2023. La credibilità di Draghi è il valore aggiunto dell’Italia in questa fase”, ribadisce l’ex premier.

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L’attuale capo del governo ha detto che non si candiderà alle prossime elezioni, ma secondo Renzi “Draghi può ancora fare tutto, ora lasciamolo lavorare”, dice. Sul sistema elettorale, il fondatore di Italia Viva ambisce a “un sistema in cui decide il cittadino”, e fa riferimento a “quello che funziona per i sindaci: voti, scegli, eleggi”. “Ma per il momento temo che la legge rimarrà questa”, rileva il senatore.

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Il leader di Iv non si sbottona sulle alleanze: “Gli schieramenti in campo mi sembrano ancora fluidi”, afferma. “Noi per il momento ci godiamo il privilegio della serietà. Non c’è un solo argomento, dalle trivelle a Industria 4.0, dal jobs act alle unioni civili, dal Titolo V fino alle iniziative fiscali su cui adesso non ci diano ragione. A scoppio ritardato, certo, ma ci danno ragione. Quando sarà il momento decideremo cosa fare sapendo che in molti collegi facciamo la differenza e se andiamo da soli valiamo un risultato decisivo per il governo che verrà” continua.

Riguardo alla guerra in Ucraina, l’ex premier chiede “un protagonismo europeo”. “Io sono filo atlantico e sto dalla parte dell’America e della Nato, sempre. Sono stato il primo a criticare l’Anpi e la doppiezza ideologica di certa sinistra. Ma in questa vicenda i miei toni sono più simili a quelli di Macron che a quelli di Biden. L’Europa non può diventare spettatrice dello scontro tra Usa e Cina, nella cui orbita fatalmente finirà la Russia se continua questo conflitto. Non voglio passare dal G20 al G2. Voglio un protagonismo europeo che non si limiti a fare ciò che dice la Polonia (che contestavamo appena tre mesi fa), ma che aggiunga alle sanzioni e alle armi una iniziativa diplomatica […]”

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Mentre sulla gestione dell’emergenza profughi, per l’ex sindaco di Firenze serve un commissario, “uno come era Figliuolo per i vaccini o Sala per l’Expo”, spiega. “Una struttura che d’accordo con il Viminale, i sindaci, il terzo settore aiuti queste persone a inserirsi e vivere” conclude.

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