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Con Le Pen all'Eliseo Putin oltre al Donbass potrebbe prendere anche Parigi

Con l'estremista di destra presidente Più probabilmente il nazionalismo dilagherebbe nel vecchio Continente, con tutto quel che ne consegue.

Con Le Pen all'Eliseo Putin oltre al Donbass potrebbe prendere anche Parigi
Marine Le Pen e Putin

globalist Modifica articolo

9 Aprile 2022 - 10.41


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La guerra? Una perfida provocazione dell’insopportabile Nato alla quale Putin non poteva che rispondere così. Oppure: la guerra? L’azzardo di un malato di tumore che ha invaso un Paese vicino sulla base di falsi rapporti compiacenti che gli avevano descritto una situazione rose e fiori. Ma la provocazione della Nato è vecchia di anni, e la malattia dello zar non è certo emersa un mese fa. Qualche vetro stalinista potrà anche credere che alla prima tesi, qualche atlantista poco informato alla seconda. Ma la questione del timing di questa invasione (tale è) dell’Ucraina non la ha risolto nessuno. Ora accade però che il voto che sembrava ridotto a proforma proprio dalla guerra, quello per le presidenziali francesi, appaia proprio l’opposto. Molti ci dicono che la vittoria di Macron non è più scontata, anzi, la dama di ferro gli sarebbe a un soffio, e al secondo turno potrebbe avere il famoso “soccorso rosso” e sbarcare all’Eliseo. Potrebbe, sia ben chiaro. I francesi l’hanno già bocciata, ma questa volta… Questa volta la guerra ha dato la stura a un nichilismo europeo che potrebbe produrre l’esito per molti impensabile. E se andasse così? Se andasse così gli europeisti pacifisti, quelli delle marce contro le armi senza se e senza ma, come gli europeisti bellicisti, quelli che pensano di risolvere tutto con le bombe, si troverebbero con mezza Europa anti-europea. Proprio quello che vuole lo zar e che voleva il suo vecchio amico Trump, che ha definito Putin un genio quando ha invaso l’Ucraina. Perché? 

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Non potrebbe essere che la guerra Putin la vincerebbe dalle parti dell’Eliseo? Se gli andasse bene lascerebbe Kiev, si prenderebbe solo Parigi e il Donbass. Mica male… 

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Dal giorno dopo ci sarebbe ancora l’Europa? Gli euro-pacifisti marcerebbero con le loro bandiere arcobaleno su Parigi? Gli euro-bellicisti bombarderebbero la torre Eiffel? I due scenari mi sembrano improbabili. 

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Più probabilmente il nazionalismo dilagherebbe nel vecchio Continente, con tutto quel che ne consegue. Addio eurobrucrati. Non un male in sé, certo. Ma sarebbero tutti qua gli adiii? E l’Euro? Boh, vedremo: ma non si può temere che tornerebbe l’illusione di poter risolvere i nostri problemi ciascuno per conto proprio?  Che questo sia  impossibile è certo. Ma le illusioni sono tali, nessuno può dire che siano tali fino a quando la prova della storia non sopraggiunga, sempre troppo tardi.

La verità a me sembra è che questo dibattito sula guerra abbia portato a galla il nostro nichilismo. La globalizzazione solo finanziaria, selvaggia, la delocalizzazione selvaggia, senza regole, la disoccupazione, l’idea che la politica non esiste più, visto che ci governa la finanza globale, tutto questo ci ha reso nichilisti. Come tutti i nichilisti oltre a non credere più in nulla, crediamo  di dover distruggere. Questo nostro Occidente innanzitutto, con tutti i suoi errori e orrori, e quindi anche con la sua libertà, la sua democrazia. Siamo stanchi di entrambe, ci serve altro. Non si può credere neanche nella libertà e nella democrazia, tanto che si può sostenere trovando consensi che è meglio far vivere un figlio sotto dittatura che farlo morire sotto le bombe. Siamo al nichilismo programmatico: chi crede ancora in qualcuno dei valori occidentali? Che cosa sarebbe questa libertà? Questa è libertà di morire disoccupati! Che cosa sarebbe questa democrazia? Questa è l’eternizzazione dei gruppi dirigenti! Dunque non si può più credere in un bel niente. Non c’è nulla in cui credere.

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Siccome i rischi di questo discorso sarebbero eccessivi se portati fino alle estreme conseguenze, si proverà a vendere una possibile fede nei vecchi nazionalismi. Usato sicuro! Ma usato sempre andato a male. Dove andremmo con i nostri nazionalismi davanti ai nuovi giganti? Andremmo in malora, certamente. Ma per contenere il nichilismo violento che emergerebbe e già si coglie in giro qualcuno penserebbe che provarci potrebbe essere l’unica soluzione. Poi si vedrà… Io invece dico che si arrivasse a questo non si vedrà un bel niente. Questo tappo al nulla, il nazionalismo del XXI secolo, richiederebbe di nuovo una nazionalizzazione delle masse, quindi nuovi totalitarismi. L’esito sarebbe scritto. Ma i giganti non si preoccuperebbero più di tanto. I loro conti sarebbero comunque in ordine. L’America ritirata, la Russia tornata formalmente un impero, la Cina (forse) con in mano le chiavi della via della seta. Con il nostro nichilismo resteremmo soli con noi stessi, assetati di violenza. Meglio pensarci.    

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