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Ucraina, Gannushkina: "Putin complessato leader monocratico, con uno stile mafioso"

L'attivista russa Svetlana Gannushkina ha attaccato Putin, e la propaganda in Russia: "Molti credono davvero che in Ucraina stiamo combattendo il nazismo "

Ucraina, Gannushkina: "Putin complessato leader monocratico, con uno stile mafioso"
Svetlana Gannushkina

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4 Aprile 2022 - 10.56


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Svetlana Gannushkina, attivista russa, ha cercato, nel suo libro “Anche noi siamo la Russia“, di spiegare che Putin non rappresenta il suo paese. “Se milioni di noi fossero scesi in piazza, avremmo potuto ottenere qualcosa. Ma temo sia una prospettiva oramai irreale, a causa delle leggi repressive e della propaganda. La gente ci è cascata. Le autorità hanno sfruttato il cardine del nostro orgoglio nazionale: la vittoria sul nazismo. Ora molti credono davvero che in Ucraina stiamo combattendo il nazismo come fecero i nostri avi durante la Grande Guerra Patriottica. La colpa è anche nostra, della mia generazione. Saremmo potuti diventare leader agli occhi del popolo, ma non ne siamo stati capaci. Anche perché le autorità anno fatto di tutto per accusarci di essere ‘agenti stranieri'”.

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Gannushkina nel suo libro ha spiegato che il Paese in cui è nata è anche un Paese di cultura, letteratura, architettura. “Putin non è la Russia” sottolinea la donna, che è stata insignita anche del Right Livelihood (il “Nobel akternativo”) e di altri riconoscimenti per il suo impegno con i rifugiati delle guerre. L’attivista ha una chiara idea di Putin: un individuo complessato che è diventato leader monocratico.

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“Putin è un triste esempio di come un complessato sia diventato un leader monocratico. Diventa sempre più autoritario, caccia via tutti coloro che dissentono da lui. Adotta uno stile sempre più mafioso. Da Cosa Nostra. Uno stile che descrive anche Fjodor Dostoevskij nel libro Demoni dove, per diventare complici, tutti devono commettere qualche delitto. Sono assolutamente sicura che attorno a Putin ci sia tanta gente che capisce che lanciare una guerra contro l’Ucraina senza dichiararlo, come ha fatto la Russia, sia stata una follia completa. Ma questa gente, pur capendo che cosa non va, è complice di Putin e non può obiettare”.

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Proprio per distaccarsi dal pensiero di Putin, secondo Gannushkina è necessario che la società civile si impegni. Ecco perché alcuni giorni fa la donna, Insieme ad altri dieci attivisti e storici dissidenti, tra cui Lev Ponomariov e Oleg Orlov, ha creato il “Consiglio dei difensori dei diritti umani” e siglato un “manifesto” per “proteggere le vite, i diritti e le libertà di ucraini e russi”. “Come società civile non abbiamo altra scelta che far capire al potere che quello che sta facendo in Ucraina non è giusto. Non possiamo abdicare. Non possiamo sottrarci. Qui al Comitato vedo tanta compassione per la gente che muore in Ucraina. Molta gente vuole aiutare” racconta al giornale. Poi però ci sono anche i giovani che invece, sentendosi impauriti ed impotenti, scelgono di fuggire dalla Russia.

“È la cosa che più mi rattrista. Purtroppo è comprensibile. Le nuove leggi approvate possono facilmente mandarti in galera. Prevale la banale paura e autoconservazione. D’altro canto, c’è il peso della responsabilità che ricade su ciascun cittadino russo per quello che sta facendo il nostro Paese e questo peso oramai è diventato insopportabile. Viene voglia di dire (china il capo e poggia le mani sulle tempie, ndr): “Rompo tutti i legami e mi libero di questa responsabilità”. La sensazione di non potere realizzare a pieno i propri diritti da cittadino era opprimente già nei tempi sovietici. Ma non credo che ci siano russi innocenti”.

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