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L'ambasciatore russo in Italia Razov: "Dare le armi all'Ucraina è come spegnere un incendio con il cherosene"

Il diplomatico accusa l'Italia per gli aiuti militari a Kiev: "Questo introduce un po' di negatività nei nostri rapporti bilaterali"

L'ambasciatore russo in Italia Razov: "Dare le armi all'Ucraina è come spegnere un incendio con il cherosene"
L'ambasciatore russo in Italia Sergey Razov

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1 Aprile 2022 - 22.30


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Nei giorni scorsi aveva suscitato polemiche dopo essere andato a querelare la Stampa per un articolo (letto a rovescia dai russi). contro Putin.

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Ora è tornato a parlare: “La decisione di fornire armi all’Ucraina è stata adottata dal parlamento italiano “proprio il giorno in cui è iniziato il primo round di negoziati, in Bielorussia, a Gomel. È come cercare di spegnere il fuoco col cherosene. Non si può escludere che con gli armamenti mandati dall’Italia saranno uccisi cittadini e militari russi. E questo introduce un po’ di negatività nei nostri rapporti bilaterali. Già decine di migliaia di armi sono state distribuite a decine di migliaia di persone. In quali mani finiranno le armi, e come saranno usate, è una bella domanda”. A dichiararlo nel corso di un’intervista esclusiva a ‘Quarto Grado’ su Retequattro, è l’ambasciatore russo in Italia Sergey Razov.

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Quanto al nodo relativo al gas, “abbiamo avanzato la richiesta di far pagare il nostro gas in rubli”, aggiunge l’ambasciatore. “Durante il colloquio telefonico, il presidente Putin ha dato delle spiegazioni molto esaustive al presidente Draghi, su come possano essere effettuati tecnicamente questi pagamenti. Siamo pronti a effettuare le nostre forniture secondo i volumi precedentemente concordati”. 

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 Da ambasciatore russo, Razov spiega che direbbe all’Italia di essere “sicurissimo sulle buone prospettive dei nostri rapporti. Adesso, purtroppo, tra gli italiani c’è una tendenza malevola: quella di pubblicare le foto di tutte le persone che in Italia hanno avuto contatti con l’Ambasciatore russo. Quando vedo questi elenchi di persone dichiarate ”russofone” dalla stampa italiana, ho un senso di vergogna. Se qualcuno chiedesse di stilare una lista di filo-italiani in Russia, ci sarebbero milioni di miei connazionali. Mentre qui in Italia, l’Ambasciata Russa e l’Ambasciatore sono considerate figure tossiche e minacciose».

“Sono molto filosofico – aggiunge poi – quando valuto la situazione attuale dei nostri rapporti, perché le crisi vanno e vengono e anche questa passerà. Ma gli interessi sovrani dello Stato rimangono. Sono fiducioso che sia i cittadini italiani che quelli russi vogliano che i nostri Stati abbiano rapporti amichevoli. Bisogna sempre guardare uno o due passi avanti, per non avere rimpianti per le opportunità perse quando ti guardi indietro”.

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“Adesso – conclude – stiamo perdendo rapporti di collaborazioni bilaterali attivi da decenni, molto efficienti. In Russia c’è un detto: rompere una tazzina è molto più veloce che incollarla di nuovo”.

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