Nel Mediterraneo non tocchiamo palla. Hai voglia a pompare quella supercazzola chiamata “Piano Mattei” per l’Africa. Puoi fare quanti viaggi vuoi nel Nord Africa, stringere mani, professare una centralità dell’Italia che sta solo nei desiderata della presidente del Consiglio e dei suoi indefessi aedi mediatici.
La realtà è altro dalla narrazione drogata, alimentata dalla macchina propagandistica di Giorgia Meloni (per carità di patria stendiamo un velo pietoso su quella macchietta di ministro degli Esteri che risponde al nome di Antonio Tajani).
Dalla Libia alla Tunisia, dall’Africa subsahariana al Medio Oriente, l’Italia meloniana non esiste, non incide, al massimo fa finta di esserci. Ben altri sono i player, regionali e globali, che dettano legge nel Mediterraneo e in Africa: Cina, Russia, Turchia, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, in misura marginale la Francia. Noi, no.
Eppure abbiamo ricevuto in pompa magna generali libici in combutta con i trafficanti di esseri umani, spacciandoli per partner decisivi per la stabilizzazione della sponda Sud del Mediterraneo e per la lotta all’immigrazione clandestina. Li abbiamo riempiti di soldi, li abbiamo armati, abbiamo liberato criminali stupratori e torturatori come Almasri, eppure siamo stati trattati a pesci in faccia.
E questo vale anche per la Tunisia e l’Egitto del presidente che ha coperto gli aguzzini di Giulio Regeni.
In Medio Oriente Meloni e soci hanno coperto il governo criminale d’Israele, bloccando in Europa ogni sospensione degli accordi commerciali, economici, militari, con Israele, arrivando alla spudoratezza di sostenere che riconoscere lo Stato palestinese sarebbe “controproducente”.
Per far vedere che esistono, usano la tragedia di Ceuta per dare addosso alla Spagna di Sanchez, primo ministro dalla schiena dritta, non solo su Gaza, e per questo odiato da Trump e Netanyahu, dei quali, al di là di dichiarazioni di copertura, la presidente Meloni e il suo governo restano vassalli.
Ceuta usata come arma di distrazione di massa per mascherare la nostra assoluta irrilevanza nel Mediterraneo. Altroché difesa degli interessi nazionali.
L’Italia meloniana quegli interessi li ha sviliti, usati come merce di scambio per entrare nelle grazie di Donald Trump, salvo poi essere trattata come sappiamo. E per recuperare credito alla corte del tycoon, ecco il folle aumento delle spese di riarmo, come mai era avvenuto nella storia della Repubblica.
Servi erano e servi restano. Servi e pure vigliacchi, come sono quelli che si dimostrano deboli con i forti e forti, ignobilmente forti, con i deboli.
Vero presidente Meloni?
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