Prima vera svolta verso una conclusione del conflitto in Ucraina, al termine del vertice di Istanbul. In attesa che il Cremlino esamini e risponda alle proposte ucraine sulle garanzie di sicurezza da dare a Kiev in cambio della sua neutralità, la Russia ha affermato che “ridurrà drasticamente” le manovre intorno alla capitale ucraina e a Chernihiv, ormai devastata dai bombardamenti.
E, secondo fonti Usa, è già in corso un ritiro delle forze nei dintorni di Kiev che appare inquadrato in un “cambio di strategia” permanente. Poche ore prima del termine del primo giro di negoziati, era stato un segnale importantissimo la teleconferenza del ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, il quale aveva proclamato il raggiungimento degli obiettivi principali della prima fase della cosiddetta “operazione speciale”.
“«Il potenziale di combattimento delle forze armate ucraine è stato notevolmente esaurito, il che ci consente di concentrare l’attenzione e i nostri sforzi principali sul raggiungimento dell’obiettivo primario, ovvero la liberazione del Donbass“, ha affermato Shoigu. “Le forze armate ucraine hanno subito danni considerevoli”, ha proseguito il ministro, “la superiorità aerea è stata raggiunta, L’aviazione e la rete di difesa aerea sono state praticamente distrutte, la marina è ora scomparsa, tutte le formazioni d’assalto terrestre e aereo hanno subito perdite considerevoli”.