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Francia, la morte dell'indipendentista corso Yvan Colonna scatena la protesta: "Statu francese assassinu"

Yvan Colonna, 61 anni, era un indipendentista corso, condannato all'ergastolo per l'assassinio del prefetto Claude Erignac nel 1998. Era stato ridotto in fin di vita da un detenuto jihadista. Slogan di protesta contro lo Stato francese

Francia, la morte dell'indipendentista corso Yvan Colonna scatena la protesta: "Statu francese assassinu"
morte di Yvan Colonna

globalist

22 Marzo 2022 - 11.00


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Manifestazioni di protesta in Francia per la morte del militante indipendentista corso Yvan Colonna. Tre settimane fa era stato aggredito da un detenuto jihadista nel carcere di Arles che lo ha ridotto in fin di vita ed è deceduto a Marsiglia, dopo tre settimane di coma. L’episodio aveva scatenato una serie di manifestazioni e violenze nell’isola e ha riacceso la miccia del nazionalismo corso.

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All’annuncio della morte di Colonna, alcune decine di persone si sono riunite a Bastia davanti al Palazzo di Giustizia, appendendo striscioni con lo slogan “Statu francese assassinu”. Anche ad Ajaccio, davanti alla cattedrale, in silenzio, si sono radunati gruppi di persone. Mentre l’associazione per la difesa dei prigionieri politici corsi Sulidarita ha twittato: “Abbasso questo stato francese assassino”.

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Diversi anche i messaggi sui social in ricordo del militante. “Yvan Colonna, patriota corso, vive per l’eternità. Noi saremo sempre al tuo fianco”, ha twittato in lingua corsa il partito Femu a Corsica di Gilles Simeoni, il presidente autonomista del Consiglio esecutivo dell’isola. Poco prima la famiglia aveva confermato il decesso, chiedendo la massima riservatezza. “Yvan Colonna, morto per la Corsica”, ha postato, sempre in corso su Twitter, Core in Fronte, il principale partito indipendentista, accompagnando il messaggio con una foto in bianco e nero del militante nazionalista.

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Yvan Colonna, 61 anni, era stato condannato all’ergastolo per l’assassinio del prefetto Claude Erignac nel 1998. La giustizia gli aveva accordato una sospensione di pena alcuni giorni fa “per motivi medici”, era stato ferito a morte da un detenuto radicalizzato camerunense di 36 anni, che lo aveva aggredito durante l’ora di sport. Franck Elong Abé, questo il nome dell’aggressore, scontava una pena a 9 anni di carcere per associazione per delinquere di stampo terroristico. Ha giustificato il suo atto con il fatto che Colonna avrebbe bestemmiato e “parlato male del Profeta”.

L’episodio ha innescato una serie di proteste, anche violente, in diverse città dell’isola allo slogan di “Stato francese assassino”. Le tensioni che sono seguite all’aggressione sono culminate il 13 marzo a Bastia con una manifestazione durante la quale 102 persone sono rimaste ferite, tra cui 77 agenti. Una protesta motivata in gran parte dalla lunghezza dell’aggressione a Colonna, circa 8 minuti, sotto l’obiettivo di una telecamera di sorveglianza, senza che nessun sorvegliante intervenisse. Ad avvertire i secondini era stato addirittura l’aggressore.

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Nell’isola, la settimana scorsa, una visita del ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, aveva parzialmente riportato la calma. Darmanin ha illustrato per la prima volta nell’isola la disponibilità del governo ad un dialogo che potrebbe “arrivare fino all’autonomia”. L’inizio delle trattative è stato fissato per aprile.

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