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Il rapporto: "Con Bolsonaro la deforestazione delle terre indigene dell'Amazzonia cresciuta del 138%"

Il fascista ha smantellato le politiche di tutela della foresta attraverso una serie di misure come la mancanza di vigilanza e l'eliminazione delle multe a carico di chi commette reati ambientali.

Il rapporto: "Con Bolsonaro la deforestazione delle terre indigene dell'Amazzonia cresciuta del 138%"

globalist

22 Dicembre 2021 - 19.25


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Le bugie raccontate dal presidente del Brasile Jair Bolsonaro ora stanno emergendo sotto forma di dati che quantificano i danni provocati dal suo governo e dalle sue politiche scellerate, a cominciare da quelle intraprese per affrontare la pandemia, fino ad arrivare al clima.

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Secondo un rapporto dell’Istituto socio-ambientale, durante i primi tre anni del governo di Jair Bolsonaro, la deforestazione delle aree protette nell’Amazzonia brasiliana è cresciuta sensibilmente.

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In particolare, tra il 2019 e il 2021 la deforestazione delle Unità di conservazione è aumentata del 79% rispetto al triennio 2016-2018, indica lo studio basato sui dati del Progetto di monitoraggio del disboscamento dell’Amazzonia per satellite.

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La ong ha inoltre mostrato che nelle Unità di conservazione situate nelle terre indigene la deforestazione finora è aumentata addirittura del 138% con l’attuale governo.

La distruzione della foresta nelle riserve indigene è maggiore rispetto ad altre regioni a causa dell’offensiva lanciata da cercatori d’oro, trafficanti di legname e produttori di bestiame e soia, sostengono gli ambientalisti.

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Per il coordinatore del rapporto dell’Istituto socio-ambientale, Antonio Oviedo, il governo ha “smantellato” le politiche di tutela dell’Amazzonia attraverso una serie di misure come la mancanza di vigilanza e l’eliminazione delle multe a carico di chi commette reati ambientali.

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