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Biden invita Taiwan al summit delle democrazia e la Cina si infuria: "Un errore"

Il portavoce dell'ufficio per gli Affari con Taiwan, Zhu Fenglian, ha detto che Pechino si oppone "ad ogni iterazione ufficiale tra gli Stati Uniti e la regione cinese di Taiwan".


globalist

24 Novembre 2021


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Un altro fronte di tensione con Pechino.

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“Un errore”. Così il governo cinese non nasconde la sua rabbia per il fatto che Joe Biden abbia invitato Taiwan a fare parte del gruppo del 110 Paesi, tra i quali non figurano Cina e Russia, che il il 9 e il 10 dicembre parteciperanno al summit delle democrazie. Il portavoce dell’ufficio per gli Affari con Taiwan, Zhu Fenglian, ha detto che Pechino si oppone “ad ogni iterazione ufficiale tra gli Stati Uniti e la regione cinese di Taiwan”.

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“Questa posizione è chiara e coerente chiediamo agli Stati Uniti di attenersi al principio di Una sola Cina e ai tre comunicati congiunti”, ha aggiunto riferendosi al principio con cui gli Stati Uniti riconoscono le rivendicazioni della Cina su Taiwan come una propria provincia, senza però sostenerle.

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Sin dal suo insediamento Biden ha ribadito il sostegno a questo principio, in base al quale Washington riconosce ufficialmente Pechino ma non Tapei, ma anche che gli Stati Uniti si “oppongono agli sforzi unilaterali di cambiare lo status quo o miniare la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan”

Dal canto suo un portavoce dell’ufficio della presidenza di Taiwan ha ringraziato Biden per l’invito al summit, affermando che questo sarà “una forza del bene nella società internazionale”. 

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“Taiwan collaborerà con forza con i Paesi che hanno gli stessi principi per proteggere i valori universali come libertà, democrazia e diriti umani – ha detto il portavoce Xavier Chang – e anche salvaguardare la pace, la stabilità e lo sviluppo regionale”.

Nella lista dei partecipanti al vertice, resa nota dal dipartimento di Stato, vi sono, oltre a quella di Cina e Russia, altre assenze eccellenti, come quella di alleati degli Usa come l’Egitto e la Turchia, anche membro della Nato. 

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Israele ed Iraq, i Paesi del Medio Oriente invitati. Per quanto riguarda l’Europa, spicca il mancato invito ad un membro della Ue come l’Ungheria il cui premier Viktor Orban è un sostenitore della “democrazia illiberale”.

Il summit virtuale, spiegano dal dipartimento di Stato, sarà concentrato su tre principi, “la difesa contro l’autoritarismo, la lotta alla corruzione e la promozione del rispetto dei diritti umani”.

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Oltre ai leader globali, il presidente Biden intente riunire rappresentanti del settore privato e della società civile per discutere “impegni concreti” su questo programma. La Casa Bianca infatti prevede di ospitare tra circa un anno un secondo summit, questa volta in presenza, per “fare il punto sui progressi fatti e stabilire come procedere”.

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