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Nonostante i progressi, in Europa aumentano i bambini in povertà: sono 20 milioni, oltre un milione in Italia

Il rapporto di Save The Children mostra che nel nostro paese sono 200.000 in più dello scorso anno, più esposte le famiglie numerose con almeno 5 componenti e quelle con un background migratorio. "Livelli inaccettabili"

Bambini in povertà
Bambini in povertà

globalist Modifica articolo

28 Ottobre 2021 - 09.52


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Gli importanti progressi fatti dall’Unione Europea e dai singoli Paesi negli ultimi anni rischiano di essere vanificati: in Europa sono in aumento i livelli di povertà minorile. Sono quasi 20 milioni i bambini che crescono in povertà: sebbene l’Ue sia una delle regioni più ricche e con meno diseguaglianze al mondo, i bambini di tutti Paesi europei stanno affrontando livelli di povertà inaccettabili, nessuno escluso.
E’ quanto emerge dal nuovo rapporto di Save the Children, ‘Garantire il futuro dei bambini – Come porre fine alla povertà minorile e all’esclusione sociale in Europà, che prende in analisi 14 Paesi in Europa, di cui 9 Ue e 5 extra Ue.
In Italia, “le stime mostrano che nel 2020 i bambini in povertà assoluta sono 200.000 in più rispetto all’anno precedente”, si legge nel rapporto. Complessivamente i bambini in condizioni di povertà assoluta sarebbero oltre un milione. 
In Germania, uno dei Paesi più ricchi al mondo, un bambino su 4 cresce a rischio di povertà, mentre in Spagna e in Romania, un bambino su tre vive al di sotto della soglia di povertà. Nei Paesi dei Balcani occidentali, dove i tassi di povertà minorile già negli anni precedenti variavano dal 49,4% in Albania al 30,6% in Bosnia-Erzegovina e al 20,7% in Kosovo, la situazione è ancora più grave.
I fattori di vulnerabilità
Secondo il rapporto di Save the Children, i bambini più vulnerabili e più colpiti dalla povertà sono coloro che crescono in famiglie numerose o monoparentali, i bambini con un background migratorio, con disabilità, appartenenti a minoranze etniche e quelli che vivono nelle aree rurali o più svantaggiate.
Difatti, in Svezia, il 58% di tutte le famiglie monoparentali di origine straniera è a rischio povertà, così come fanno parte di famiglie monoparentali il 45,2% dei bambini che ricevono sussidi sociali in Germania.
In Italia, sono più esposte alla povertà le famiglie numerose con almeno 5 componenti e le famiglie con un background migratorio, mentre in Spagna e nei Paesi Bassi circa il 40% dei bambini a rischio povertà proviene da famiglie che lavorano, sfatando il mito che i bambini che crescono in povertà provengano da famiglie con genitori disoccupati. In Irlanda del Nord, ad essere più esposti alla povertà sono i bambini delle comunità etniche, con due bambini su tre (66%) che crescono in povertà, quasi tre volte la cifra nazionale.
I dati sono riferiti al 2020 quando si e’ registrato un peggioramento delle condizioni dovuto anche al covid.
Anche l’obesità è un parametro
Secondo il rapporto “i bambini bisognosi in tutta Europa sono spesso in sovrappeso o affrontano obesità. In Italia, ad esempio, il 20,4% dei bambini è in sovrappeso e il 9,4% deve affrontare l’obesità”.
Altro fattore considerato è la “privazione abitativa”. “Nella maggior parte dei paesi, le famiglie povere vivono in famiglie inadeguate e sovraffollate, che spesso condividono le proprie case con famiglia a causa degli alti canoni degli affitti e delle risorse finanziarie insufficienti della famiglia. Il rischio di sfratto è anche una sfida seria, soprattutto in Italia, Spagna, Romania e Nord Irlanda”.
L’Italia comunque, come altri paesi quali Romania, Lituania e Spagna ha “iniziato a introdurre necessarie riforme”, “che richiedono almeno il 5% di fondi da stanziare per ridurre la povertà infantile e l’esclusione sociale e migliorare il sistema di assistenza sociale per i bambini e le loro famiglie”
I Paesi ‘virtuosi’ in pandemia
Gli unici Paesi – tra i 9 Paesi Ue presenti nel rapporto – in cui i tassi di povertà minorile sono diminuiti durante la pandemia sono Danimarca, Svezia e Lituania.
Milioni di bambini in tutta Europa non hanno alcun accesso o hanno accesso limitato all’istruzione e ai servizi educativa per la prima infanzia – spesso di bassa qualità.
Molti altri milioni non hanno accesso a cibi sani causando un aumento dei livelli di obesità e di malnutrizione cronica infantile. La salute mentale dei bambini è una sfida chiave in tutti i Paesi e la maggior parte dei bambini poveri in Europa vive in condizioni abitative inadeguate o in situazioni di sovraffollamento, devono far fronte alla perdita della casa e il rischio di sfratto è all’ordine del giorno per la maggior parte di loro.

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