Il Texas 'trumpiano" vieta l'obbligo del vaccino per i lavoratori

Greg Abbott sfida gli sforzi della Casa Bianca per battere la pandemia e prosegue nella crociata che lo ha portato prima a proibire l'obbligo dell'uso delle mascherine

Il governatore del Texas, Gregg Abbott con Donald Trump

Il governatore del Texas, Gregg Abbott con Donald Trump

globalist 12 ottobre 2021

Amici del virus, se fosse dipeso da loro adesso ci sarebbero più varianti del Virus che mensogne dette da Trump: ossia migliaia di miliaia.

"Nessuno puo' obbligare i texani a vaccinarsi". E' perentorio il messaggio del governatore repubblicano e trumpiano Greg Abbott che, sfidando gli sforzi della Casa Bianca per battere la pandemia, prosegue nella crociata che lo ha portato prima a proibire l'obbligo dell'uso delle mascherine e adesso a vietare a tutti i datori di lavoro di richiedere ai dipendenti la prova di vaccinazione.

Si tratta perà di una crociata che rischia di trasformarsi in una lunga ed estenuante battaglia legale: quella con molte delle grandi aziende presenti nello stato che permettono il rientro in ufficio solo a chi è pienamente vaccinato. Si parla di realtà come Facebook, Google o American Airlines, che hanno gia' chiarito di non avere alcuna intenzione di cambiare le proprie regole e di fare marcia indietro.

Il Texas comunque si conferma sempre più laboratorio delle politiche più conservatrici e controcorrente, che si tratti di aborto o di lotta al Covid. E pazienza se nello stato il numero di morti a causa della pandemia sfiora oramai quota 70 mila, in gran parte vittime della variante Delta. Solo in California un bilancio peggiore, in uno stato al contrario del Texas tra i più severi nella lotta al Covid ma con una popolazione ben più vasta.

"Nessuna entità in Texas può costringere un individuo a vaccinarsi contro il Covid - si legge nel decreto varato da Abbott - compresi i dipendenti che si oppongono per motivi personali o religiosi o per ragioni mediche. La scelta di vaccinarsi per i texani deve essere sempre volontaria". Una linea in rotta di collisione con quella del presidente Joe Biden che al contrario si appresta a varare nuove regole per far sì che i datori di lavoro riaccolgano solo i dipendenti pienamente vaccinati o che si sottopongono ogni settimana al test anti-Covid.

Intanto crolla la fiducia degli americani nella capacità di gestire la pandemia da parte del presidente: secondo un sondaggio di Axios-Ipsos solo il 13% si aspetta un ritorno alla normalità entro sei mesi, una caduta verticale rispetto al 36% di giugno. Inoltre solo il 44% di queste persone dice di fidarsi di Biden, contro il 65% di quattro mesi fa. E la percentuale di coloro che pensano che per tornare alla situazione pre-Covid ci vorrà oltre un anno da giugno è addirittura triplicata dal 9% al 30%.

Del resto la mappa dei contagi negli Usa, dove quotidianamente si conta ancora una media di 1.800 morti e di 89 mila nuovi casi, è molto variegata e cambia da stato a stato, con appena il 56% della popolazione pienamente vaccinata. E con uno zoccolo duro di no vax che appare incrollabile anche nel momento in cui è partita la corsa per la terza dose, somministrata gia' a 7,3 milioni di americani.