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Biden pronto alla ricostruzione di Gaza: "A patto che Hamas la smetta con i razzi"

Finora tutti i tentativi di intervento nella Striscia sono falliti non solo per l'opposizione di Israele ma anche dell'Egitto che diffida di Hamas per i lagami con i Fratelli Musulmani

Situazione tesissima a Gaza
Situazione tesissima a Gaza

globalist

21 Maggio 2021 - 16.44


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Il “cessate il fuoco” fra Hamas e Israele è scattato finalmente alle due di questa notte senza alcuna violazione da ambo le parti.
Sicuramente la telefonata di Joe Biden a Benjamin Netanyahu, mercoledì, con la richiesta di rallentare subito e poi fermare le operazioni ha senza ombra di dubbio giocato un ruolo molto importante all’interno di questa vicenda.
Ieri sera il premier israeliano ha poi riunito il Consiglio di difesa ed ha proposto di accettare la tregua.
L’amministrazione Biden punta ad avere un ruolo di primo piano nella ricostruzione di Gaza dopo l’ultimo conflitto con Israele, una operazione da miliardi di dollari utilizzabile come leva su Hamas per impedire che torni a lanciare razzi. Lo ha scritto il New York Times, citando fonti dell’amministrazione.
Ma Biden intenderebbe prendere altre iniziative. Tra queste, riesaminare la questione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e riconcentrarsi su come costruire nuove alleanze tra Israele e Paesi Arabi allargando gli accordi di Abramo siglati dall’amministrazione Trump.
L’amministrazione Biden sta considerando anche come rafforzare e coordinare le relazioni tra le fazioni politiche palestinesi a Gaza e in Cisgiordania.
Ma il focus principale è la ricostruzione, che molto probabilmente sarà coordinata tramite l’Onu e richiederà un meccanismo per rassicurare i donatori internazionali che i loro sforzi non andranno sprecati, come succederebbe nel caso di un nuovo conflitto. “In un certo senso, bisogna mettere Hamas nella posizione di dover scegliere tra i suoi razzi e il benessere di Gaza”, ha spiegato Dennis Ross, un negoziatore di pace in Medio Oriente che ha servito quattro presidenti Usa.
Senza dimenticare che Hamas, che governa la Striscia di Gaza, ha bisogno di riconquistare la perduta popolarita’ tra i residenti, che criticano i suoi metodi autoritari e la sua carente amministrazione.
Ora però si dovrà fare tesoro della lezione del precedente conflitto del 2014: secondo una analisi conclusa nel 2017 dal Brookings Institution, gli sforzi di ricostruzione di Gaza sono in gran parte falliti per l’ingestibile opposizione ad Hamas, non solo da parte di Israele ma anche dell’Egitto, che diffida dei legami di Hamas con i Fratelli Musulmani. Questa volta tuttavia l’Egitto ha giocato un ruolo chiave nel cessate il fuoco e ci si attende che contribuisca anche alla ricostruzione.

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